Pasqua nella Tuscia tra rinascita e tradizione culinaria

VITERBO – Famiglie pronte per celebrare la Pasqua? Questo momento di festa unisce la gioia del lavoro compiuto all’esplorazione delle tradizioni gastronomiche locali. Ecco i punti salienti di questa festa, tra la tavola della domenica e le scampagnate di Pasquetta.

La colazione della domenica di Pasqua

La colazione di Pasqua a Viterbo è un evento a sé stante, ricco e saporito, che segna la fine del digiuno quaresimale. Tradizionalmente, la tavola si riempie di colori e sapori:

  • Pizze di Pasqua Salate: Non la pizza come la conosciamo, ma una grande pagnotta di pane al formaggio, salata e ricca, ideale per accompagnare i salumi. Le forme rotonde e dorate dominano la tavola.

  • Coratella: Un piatto robusto a base di interiora di agnello, cucinato con cipolle, vino bianco e talvolta peperoncino. È un sapore autentico e tradizionale.

  • Salumi e Formaggi: Salame corallina, capocollo, e fresche robiole di pecora sono immancabili, insieme a uova sode decorate, simbolo di rinascita.

I Dolci della Tradizione: Uova, Colombe e Scarselle

Il momento del dolce è fondamentale e porta in tavola i simboli iconici della Pasqua:

  • Uova di Pasqua di Cioccolato: Grandi, avvolte in carte stagnole colorate, sono la gioia dei più piccoli e non solo. Un centrale Uovo di Pasqua di cioccolato fondente domina spesso la scena.

  • Colomba di Pasqua: Il dolce nazionale, la soffice torta a forma di colomba glassata con mandorle, non può mancare. In questa occasione, è spesso arricchita da glassa al cioccolato o canditi locali.

  • Scarselle e Treccie: Le tradizioni dolciarie locali di Viterbo includono le scarselle (brioche dolci a forma di treccia o cestino, talvolta con un uovo sodo incastonato all’interno) e le treccie, spesso decorate con zuccherini colorati. Sono dolci leggeri, perfetti per la colazione o la merenda.

  • Pizze di Pasqua: anche in questo caso non si tratta della tradizionale pizza ma di un dolce molto simile al panettone come forma con ingredienti che variano a seconda dei paesi della Tuscia.

L’Agnello di Pasqua: il re della tavola

Il pranzo domenicale ruota attorno all’agnello, cucinato con ricette tramandate di generazione in generazione. Nel Lazio e nella Tuscia, l’agnello al forno o scottadito (costolette cotte alla griglia e mangiate caldissime) è il re della festa, accompagnato da patate arrosto e carciofi.