Calcio – Il “miracolo” della Grandori: quando il cuore di Viterbo torna a battere in Terza categoria

Un campionato dove il premio simpatia e goliardia è già stato vinto dall’As Giglio di Zepponami

VITERBO – Il calcio, quello vero, non abita più solo nei grandi stadi di cemento o dietro gli schermi delle pay-per-view. A volte, per ritrovare l’anima di questo sport, bisogna scendere lungo i gradoni consumati dei campi di periferia, dove l’odore dell’erba tagliata si mischia a quello della terra battuta e della passione genuina.

È qui, nel campionato di Terza Categoria viterbese, che sta andando in scena una favola sportiva che merita di essere raccontata: quella della ASD Grandori Calcio.

Un Primato che Parla Chiaro

Se guardiamo la classifica attuale, i numeri non lasciano spazio a interpretazioni: la Grandori Calcio sta letteralmente dominando il girone.
Con un bottino di 53 punti, la squadra viterbese guarda tutti dall’alto verso il basso, mantenendo una distanza di sicurezza di ben 7 lunghezze sul Bolsena Calcio (secondo a 46 punti) e 9 sul Cellere (terzo a 44 punti).

Questa la situazione attuale del vertice della classifica:

  • Grandori Calcio: 53 PT

  • Bolsena Calcio: 46 PT

  • Cellere: 44 PT

  • Sporting Bagnoregio: 43 PT

  • Bassano Calcio: 43 PT

Un cammino che sembra inarrestabile, frutto di un mix perfetto tra organizzazione societaria, talento dei singoli e, soprattutto, una guida tecnica di spessore assoluto.

Il “Sindaco” alla Guida: La Storia di Alessandro Conticchio

Il segreto di questo successo ha un nome e un cognome ben precisi: Alessandro Conticchio. Vedere un uomo con il suo curriculum sulla panchina di una squadra di Terza Categoria è un’immagine che riconcilia con i valori più puri dello sport.

 

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Nato a Celleno (Vt) nel 1974, Conticchio è stato un centrocampista di quelli che “sentono” il campo. Cresciuto nelle giovanili dell’Inter, ha vissuto gli anni d’oro del calcio italiano. La sua carriera è un viaggio attraverso le piazze più calde della penisola:

  • Lecce: Qui è diventato una leggenda, disputando cinque campionati di Serie A e diventandone il capitano. Il soprannome “Sindaco”, che ancora oggi lo accompagna, gli fu dato dai tifosi salentini dopo un gol decisivo nel derby contro il Bari nel 1999.

  • Torino e Cagliari: Ha vestito la maglia granata conducendola alla promozione in A nel 2005 (poi vanificata dal fallimento societario) e ha calcato i campi della massima serie anche con la maglia sarda.

  • La carriera da tecnico: Dopo aver lasciato il calcio giocato, Conticchio ha intrapreso la strada della panchina, partendo proprio dalla Viterbese in Serie D. Per anni è stato l’ombra di Cristiano Lucarelli, seguendolo come collaboratore tecnico e allenatore in seconda in piazze del calibro di Messina, Catania, Livorno e Ternana.

 

Oggi, il “Sindaco” ha scelto di tornare alle origini, mettendo la sua professionalità a disposizione della scuola calcio ASD Grandori. La sua presenza in panchina non è solo una garanzia tattica, ma un esempio costante per i ragazzi che, vedendolo lavorare con la stessa dedizione usata negli stadi della Serie A, comprendono il vero significato del sacrificio sportivo.

Nel Segno di Don Alceste: Tradizione e Identità

La ASD Grandori non è una società come le altre. Il suo nome porta con sé un’eredità pesante e bellissima: quella di Don Alceste Grandori. Sacerdote ed educatore indimenticato, Don Alceste ha lasciato un segno indelebile nella storia della Chiesa viterbese e nella memoria della comunità.

 

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Giocare sotto questo stemma significa onorare una tradizione di accoglienza e formazione giovanile che va oltre il semplice calcio. La squadra è composta da un gruppo di “giovani amici” che si sono ritrovati per difendere questi colori, spinti non da interessi economici (inesistenti in queste categorie), ma da una voglia matta di stare insieme e vincere.

Il Fenomeno Terza Categoria: Goliardia e Campi di Periferia

Mentre la Grandori vola verso la promozione, tutto il campionato di Terza Categoria viterbese sta vivendo una seconda giovinezza. L’atmosfera che si respira è unica: un misto di competizione agonistica e goliardia pura che ricorda i tempi delle università.

 

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I campi di periferia, spesso trascurati, sono tornati a essere presi d’assalto dai tifosi. Merito anche di un nuovo modo di raccontare il calcio “minore”: dirette streaming, inviati improvvisati e interviste post-partita rigorosamente in dialetto che spopolano sui social. In questo contesto di festa, una menzione speciale va all’AS Giglio di Zepponami.

Sebbene la classifica li veda a metà del guado con 27 punti, sono loro i campioni assoluti della simpatia e della comunicazione virale, con video che andrebbero visti per capire quanto possa essere divertente il calcio vissuto senza troppi schemi.

 

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Con 53 punti in tasca e il carisma di Conticchio a dettare i tempi, il futuro della Grandori Calcio sembra già scritto, ma nel calcio la palla è rotonda e bisogna correre fino al novantesimo dell’ultima giornata.

Quello che è certo è che questa squadra ha già vinto la sua sfida più grande: riportare la gente al campo, far sognare i giovani e dimostrare che, anche in Terza Categoria, si può fare calcio con serietà, professionalità e, soprattutto, con il sorriso sulle labbra. La favola continua, e Viterbo è pronta a festeggiare i suoi nuovi eroi.

 

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