Addio a Roberto Arditti, giornalista e comunicatore: aveva 60 anni

Ieri la notizia dell’arresto cardiaco e del ricovero in condizioni disperate

Roma – È morto Roberto Arditti, giornalista e professionista della comunicazione, ricoverato nei giorni scorsi all’ospedale San Camillo Forlanini dopo un arresto cardiaco avvenuto nella notte tra il 31 marzo e il 1° aprile. La commissione medica ha accertato la morte cerebrale, poi formalmente dichiarata dalla struttura sanitaria.

Secondo quanto reso noto dall’ospedale, i supporti vitali sono stati mantenuti temporaneamente per consentire la donazione degli organi, nel rispetto della volontà espressa dallo stesso Arditti. La famiglia ha chiesto riservatezza in questo momento di dolore.

Sessant’anni, laureato all’Università Bocconi, Arditti ha avuto una lunga carriera tra giornalismo, istituzioni e comunicazione. Negli anni Novanta è stato alla guida delle news di RTL 102.5, esperienza durante la quale ha anche condotto programmi di approfondimento. Successivamente ha collaborato con “Porta a Porta” su Rai 1 come autore, contribuendo a una delle trasmissioni più seguite del panorama televisivo italiano.

Nel suo percorso professionale anche un’esperienza nelle istituzioni, come portavoce del ministro dell’Interno durante il secondo governo Berlusconi, e la direzione del quotidiano “Il Tempo” tra il 2008 e il 2010. In seguito ha ricoperto ruoli di rilievo nel settore della comunicazione, tra cui quello per Expo 2015.

Negli ultimi anni aveva fondato una società di consulenza strategica ed era impegnato come direttore editoriale di testate specializzate, oltre a collaborare con diverse realtà giornalistiche e accademiche. Una figura poliedrica, che ha attraversato ambiti diversi mantenendo un filo conduttore legato all’informazione e al servizio pubblico.