Già nel 2014 ATAC, allora gestore della tratta, aveva evidenziato alla Regione Lazio la necessità di intervenire su diversi passaggi a livello ritenuti critici
SORIANO NEL CIMINO – L’incidente del 19 marzo, avvenuto lungo la linea ferroviaria Roma-Viterbo, riaccende i riflettori sulla sicurezza dei passaggi a livello. Proprio nel punto dello scontro tra un autobus Cotral e un convoglio ferroviario, infatti, erano stati segnalati interventi necessari già oltre dieci anni fa, senza che venissero mai realizzati.
Il sinistro si è verificato in località La Fornacchia, dove il tema della messa in sicurezza degli attraversamenti torna ora con forza al centro del dibattito.
Già nel 2014 ATAC, allora gestore della tratta, aveva evidenziato alla Regione Lazio la necessità di intervenire su diversi passaggi a livello ritenuti critici. Tra le proposte, l’installazione di barriere nei punti più esposti, incluso proprio quello dove si è verificato l’incidente.
Per l’adeguamento era stato ipotizzato un finanziamento di circa 1,7 milioni di euro, destinato a un totale di 17 attraversamenti ferroviari. Tuttavia, quel piano non ha mai trovato attuazione e le opere previste non risultano essere state eseguite.
Una situazione già considerata delicata nel tempo, anche alla luce di precedenti episodi registrati lungo la stessa linea, che avevano evidenziato criticità analoghe.
Solo negli anni più recenti, dopo il passaggio della gestione ad Astral nel 2022, è stato avviato un nuovo programma di interventi. Il piano prevede un investimento complessivo di circa 6,8 milioni di euro per la progressiva installazione delle barriere su tutta la tratta entro il 2027.
Resta però il nodo delle mancate opere: un intervento richiesto nel 2014 non è stato realizzato e proprio in uno di quei punti si è verificato lo scontro tra autobus e treno. Un elemento che potrebbe ora entrare negli accertamenti della Procura di Viterbo, impegnata a chiarire eventuali responsabilità legate all’incidente.

