Civitavecchia – Aggressione al sindaco Piendibene? Ormai siamo al delirio della politica

Messaggi di solidarietà “al buio”: se un coro di “vergogna” diventa un’aggressione

CIVITAVECCHIA – Se la contestazione subita da Marco Piendibene nell’area del mercato – dove ha disposto il taglio delle alberature – viene definita un’aggressione, allora quelle che subiscono quotidianamente figure come Giorgia Meloni o Matteo Salvini cosa dovrebbero essere, “tentati omicidi“?

Ormai la politica, specialmente quella locale, sta scivolando pericolosamente nel ridicolo. Leggendo i social e, soprattutto, i numerosi comunicati stampa di solidarietà inviati al primo cittadino, ci saremmo aspettati il racconto di un’aggressione violenta, quasi un corpo a corpo. In realtà, nulla di tutto ciò è accaduto.

Si è trattato di una contestazione decisamente più lieve di quella avvenuta giorni prima in Consiglio Comunale, dove lì sì che si è rischiato lo scontro fisico.

In pieno mercato rionale, a due passi dai banchi del pesce, cosa si aspettava il sindaco Piendibene?

Sussurri di protesta o timidi mugugni? No. Al grido di “vergogna”, il sindaco è stato costretto a lasciare una piazza che, quella sì, è stata “aggredita” dalle motoseghe, implacabili nell’abbattere alberi (malati e non).

Per correttezza di cronaca, pubblichiamo il video della presunta aggressione: un documento che rende onestamente grotteschi i messaggi di solidarietà piovuti su Marco Piendibene.

 

Sindaci di polso come Gianni Moscherini o Pietro Tidei appartengono evidentemente a un’altra epoca. Loro affrontavano contestazioni durissime, ben diverse da qualche semplice grido di protesta. Arrivare a blindarsi dietro la solidarietà per un episodio del genere è il segno che la politica non è più all’altezza del sentire popolare.

Massima solidarietà, invece, a Mario Benedetti, che ha avuto il coraggio di urlare ciò che molti cittadini pensano ma non hanno il coraggio di dire.