CIVITAVECCHIA – A cinque mesi dalla morte di un uomo di circa 80 anni, avvenuta dopo un intervento odontoiatrico, l’inchiesta compie un nuovo passo in avanti. La Procura ha infatti iscritto nel registro degli indagati altre cinque persone, portando il totale a otto.
Le indagini, affidate ai Carabinieri, sono proseguite senza interruzioni negli ultimi mesi. Gli investigatori hanno raccolto testimonianze, acquisito documentazione sanitaria e ricostruito nel dettaglio le fasi che hanno preceduto il decesso, con l’obiettivo di chiarire eventuali responsabilità lungo tutta la catena dei soccorsi.
In una prima fase erano finiti sotto inchiesta tre professionisti: il dentista che aveva eseguito l’intervento durante il quale si era verificata una grave emorragia, il medico del pronto soccorso che al primo accesso aveva dimesso il paziente, e il sanitario che lo aveva preso in carico successivamente, quando le sue condizioni erano ormai peggiorate.
Al centro dell’indagine resta proprio l’origine e la gestione dell’emergenza clinica. Secondo quanto emerso, tutto sarebbe partito da una copiosa emorragia alla lingua durante l’intervento odontoiatrico, un evento ritenuto anomalo che avrebbe innescato una serie di complicazioni. Gli accertamenti medico-legali dovranno stabilire se il sanguinamento abbia determinato direttamente il decesso o se, invece, abbiano inciso altri fattori nelle ore successive.
Ora il quadro investigativo si amplia ulteriormente. Tra i nuovi iscritti figurano quattro anestesisti dell’ospedale San Paolo e un infermiere del pronto soccorso presente al triage al momento del primo accesso dell’uomo. Una scelta che punta ad approfondire ogni fase dell’assistenza, dalla prima valutazione fino al ricovero.
L’anziano, dopo un improvviso aggravamento, era stato trasportato in ambulanza in codice rosso. Nonostante i tentativi dei sanitari, era deceduto poche ore dopo il ricovero.
L’inchiesta prosegue per accertare eventuali responsabilità e ricostruire con precisione quanto accaduto in quelle ore decisive.

