Cerca di staccare la lingua a morsi della compagna mentre la bacia, follia ad Arezzo

L’uomo è stato condanno a quattro anni di reclusione il 30enne che aveva ferito, gravemente, la donna, recidendole parte della lingua

AREZZO – Il Tribunale di Arezzo ha inflitto una pena di quattro anni e sei mesi di reclusione a un uomo di 30 anni, ritenuto responsabile di aver provocato una gravissima lesione alla compagna al culmine di una violenta discussione.

I fatti risalgono alla notte tra il 14 e il 15 giugno 2025, quando, nel pieno centro cittadino, in piazza Guido Monaco, la lite tra i due sarebbe degenerata fino a sfociare in un gesto estremo. Secondo quanto emerso nel corso del procedimento, l’uomo avrebbe morso la fidanzata, di 29 anni, mentre la stava baciando, causandole il distacco di una porzione della lingua.

A prestare i primi soccorsi fu un’amica presente sul posto, che recuperò il frammento amputato e lo consegnò ai sanitari. La donna, che all’epoca era in stato di gravidanza, venne trasportata d’urgenza dal personale del 118 all’ospedale San Donato, dove fu sottoposta a un delicato intervento chirurgico. I medici riuscirono a riattaccare la parte lesionata, avviando poi un percorso di cure reso più complesso proprio dalla gravidanza.

L’uomo, arrestato dopo l’episodio dalle forze dell’ordine, era accusato di lesioni gravissime e maltrattamenti in ambito familiare. Secondo l’accusa, la relazione tra i due sarebbe stata segnata da frequenti tensioni e comportamenti violenti, in alcuni casi collegati anche all’uso di sostanze. La misura cautelare fu disposta su richiesta della Procura per il rischio che l’indagato potesse reiterare condotte simili.

Il processo, avviato il 4 novembre 2025, si è svolto con rito abbreviato per l’accusa più grave, consentendo una riduzione della pena rispetto alla richiesta iniziale del pubblico ministero, che aveva sollecitato una condanna a cinque anni di carcere.

Durante l’udienza erano presenti sia l’imputato sia la vittima, che nel frattempo ha dato alla luce il figlio, riconosciuto dal padre. La donna, costituitasi parte civile, aveva già manifestato in passato la volontà di perdonare il compagno, auspicando un suo cambiamento. Il Tribunale ha inoltre disposto un risarcimento immediato di 25mila euro a favore della vittima. Al termine dell’udienza, l’uomo è stato riportato nel carcere di Prato, dove si trova detenuto.