Viterbo – Camilli, il patron della Viterbese: “Debiti pesantissimi, prima pensiamo a salvarci e poi vedo se resto”

Il presidente della squadra ha affidato a un video social le questioni più delicate dopo l’esonero di Venturi: “Questa è un’ambulanza in corsa”

Viterbo – Un intervento diretto, senza filtri, affidato a un video diffuso ieri sui social per spiegare ai tifosi la situazione della Viterbese Calcio. Il presidente Piero Camilli ha parlato apertamente delle difficoltà economiche e sportive del club, intervenendo anche dopo il cambio in panchina che ha portato all’arrivo di Claudio Solimina al posto dell’esonerato Daniele Venturi.

Nel lungo intervento, il patron ha descritto una situazione economica definita estremamente complessa: «Ho trovato una situazione debitoria pesantissima, ho preso questa autoambulanza in corsa». Camilli ha spiegato di essersi trovato davanti a contratti ritenuti fuori mercato e a numerose pendenze economiche: «Mi sono trovato dei contratti fuori dal mondo… cose assurde. Personalmente ho pagato tutto, gli stipendi, i buffi e compagnia bella, ho pagato tutti i fornitori e adesso non avanza niente a nessuno, cosa che a Viterbo non è mai accaduta».

Il nodo più delicato, ha sottolineato, riguarda il contenzioso con l’Agenzia delle Entrate. «C’è un discorso serio con l’agenzia delle entrate e la Viterbese rischia di chiudere, lo dico chiaramente. È scappato fuori che ci sono debiti per 450mila euro». Il presidente ha poi aggiunto che intende aprire un confronto diretto con l’ente fiscale: «Io i 450mila euro non li pago, adesso andrò a parlare con l’agenzia delle entrate e gli dirò chiaramente che se vado via io loro non prendono una lira. Se si trova una soluzione bene, altrimenti io prendo e me ne vado».

Nel video, Camilli ha anche raccontato le difficoltà affrontate fin dal suo arrivo, spiegando di aver dovuto sostenere spese urgenti per mantenere operativa la società: «Sono arrivato e ho dovuto pagare la corrente altrimenti ce la staccavano, ho pagato le maglie, ho pagato tutto… pagare i buffi degli altri mi rompe».

Non è mancata un’analisi sulla situazione sportiva della squadra, attualmente impegnata nel campionato di Eccellenza. «Ho preso questo treno in corsa – ha detto – sono arrivati dei giocatori che non hanno reso come pensavo». Il presidente ha ricordato anche il passaggio societario avvenuto il 24 dicembre, sottolineando la necessità di intervenire rapidamente per evitare conseguenze più gravi: «Ho dovuto fare tutto di corsa perché i giocatori il giorno dopo non sarebbero neanche più scesi in campo e questo voleva dire che ti avrebbero escluso dal campionato».

Riguardo alle prestazioni sul campo, il numero uno gialloblù non ha nascosto la delusione per i risultati recenti: «Ieri eravamo ad Aranova e abbiamo perso contro una squadra che non mi ha detto nulla… loro avevano una rabbia che noi non abbiamo». Il cambio tecnico è stato quindi motivato dalla necessità di invertire la rotta: «Abbiamo cambiato allenatore, è arrivato Claudio Solimina che considero uno di casa e l’ho chiamato per dare una svolta. Venturi sette partite, sei punti non ha dato la svolta che serviva».

Nel corso dell’intervento, Camilli ha fatto riferimento anche ad altre criticità economiche, tra cui fatture non saldate per circa 200mila euro: «O dimostri che hai pagato oppure le paghi», ha dichiarato, annunciando verifiche su alcune posizioni.

Guardando al futuro, il presidente ha ribadito la volontà di concentrarsi prima sulla salvezza sportiva, lasciando aperto il tema di eventuali cambiamenti societari: «Se io rimango cambia tutto dalla A alla Z. Adesso pensiamo a salvarci». Infine, ha accennato anche ai rapporti con l’amministrazione comunale in merito alle strutture sportive, sostenendo che alcune responsabilità operative dovrebbero ricadere sull’ente proprietario degli impianti.