L’assassino si è nascosto dentro un ripostiglio ed ha aspettato l’arrivo della sua ex compagna, poi le coltellate
CIVITAVECCHIA – Non un gesto improvviso, ma un’azione costruita con metodo. Quanto emerso nell’ultima udienza del processo per l’omicidio di Teodora Petrova Kamenova delinea con sempre maggiore nettezza un delitto preordinato, organizzato e portato a termine con freddezza da Jose Garman Varela Luna.
Davanti alla Corte d’Assise di Roma, le testimonianze degli investigatori hanno ricostruito un quadro coerente che punta in modo diretto sulla premeditazione, evidenziando una sequenza di atti preparatori incompatibili con qualsiasi ipotesi di raptus.
La costruzione del delitto: un piano in più fasi
Le deposizioni rese in aula hanno permesso di ricostruire, passo dopo passo, la preparazione dell’omicidio del 15 maggio 2025.
Secondo quanto emerso:
- Preparazione degli strumenti: Jose Garman Varela Luna acquista due giorni prima un lungo cacciavite, non per un uso occasionale, ma come strumento funzionale alla realizzazione del piano. Il giorno dell’omicidio acquista un affilato coltello da cucina.
- Accesso e predisposizione dell’agguato: con il cacciavite forza la porta di un ripostiglio nel seminterrato del condominio, scegliendo deliberatamente un punto nascosto e strategico.
- Attesa della vittima: si apposta all’interno del locale, restando nascosto fino al rientro di Teodora Petrova Kamenova, in un’attesa che presuppone controllo e determinazione.
- Esecuzione: al momento opportuno, esce dal nascondiglio e colpisce la donna con una serie di fendenti, portando a termine un’azione già pianificata.
Una sequenza che, secondo l’accusa, dimostra come ogni passaggio sia stato pensato, preparato e finalizzato all’omicidio.
La premeditazione come elemento centrale
L’insieme degli elementi – dall’acquisto anticipato dello strumento, alla forzatura del locale, fino all’appostamento – converge verso una conclusione univoca: l’omicidio è stato premeditato.
Non una reazione improvvisa, ma una concatenazione di scelte consapevoli, che delineano un disegno criminoso strutturato e difficilmente contestabile.
L’imputato in aula e la difesa
Jose Garman Varela Luna era presente in aula, assistito dall’avvocato Matteo Mormino, dopo il tentato suicidio avvenuto nel carcere di Viterbo nei giorni precedenti. La sua posizione appare sempre più aggravata alla luce delle risultanze emerse.
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Le parti offese e i legali
La Corte ha confermato la costituzione di parte civile della madre della vittima, Manuela Todorova, della sorella Polina Todorova e degli altri familiari.
A rappresentarli sono gli avvocati Clelia Bulfaro e Lorenzo Mereu, che seguono il procedimento accanto ai congiunti di Teodora Petrova Kamenova, impegnati nella richiesta di giustizia.
Presenti anche associazioni impegnate nella tutela delle donne, a testimonianza del forte impatto del caso sulla comunità.
Le prossime tappe del processo
Il processo riprenderà il 7 maggio, con la conclusione dell’istruttoria dell’accusa.
Tuttavia, la ricostruzione emersa finora ha già segnato un passaggio decisivo: il quadro delineato in aula rafforza in modo significativo l’ipotesi di una premeditazione piena, lucida e determinante, destinata a incidere profondamente sulla valutazione finale della Corte.

