Si è spento ieri il Comandante Alfa, figura simbolo dell’Arma dei Carabinieri e tra i cofondatori del Gruppo di Intervento Speciale (GIS), il reparto d’élite nato alla fine degli anni Settanta per contrastare terrorismo e criminalità organizzata.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio nel mondo delle istituzioni e tra quanti ne hanno conosciuto il valore umano e professionale.
Per oltre quarant’anni il Comandante Alfa ha operato nelle missioni più delicate, mantenendo sempre l’anonimato dietro il celebre mephisto nero, simbolo della riservatezza che ha contraddistinto la sua carriera. Ha preso parte a numerose operazioni ad alto rischio, contribuendo a scrivere alcune delle pagine più importanti della storia del GIS e diventando uno dei militari più decorati dell’Arma.
Dopo il congedo, aveva scelto di raccontare la propria esperienza attraverso libri e incontri pubblici, trasmettendo alle nuove generazioni i valori del coraggio, della disciplina e del servizio allo Stato. Con la sua scomparsa, l’Italia perde un protagonista della lotta al terrorismo e un esempio di dedizione alle istituzioni, il cui ricordo resterà vivo nella storia dell’Arma dei Carabinieri e del Paese.

















