21 Luglio 2026

Orrore a Viterbo: colonia felina di Strada Filante sepolta dai rifiuti. L’appello all’amministrazione: “Dov’è la tutela promessa ai ‘RaGatti di strada’?”

Vandalismo o semplice inciviltà hanno tolto casa ai gatti randagi della zona. Monta la protesta dei residenti e si chiedono ora lumi all'amministrazione per un intervento veloce prima che la situazioni peggiori ulteriormente VITERBO – Appena fuori dal centro abitato, in strada Filante, si è consumato un atto di inqualificabile inciviltà e crudeltà. Una storica…
20 Luglio 2026

Vandalismo o semplice inciviltà hanno tolto casa ai gatti randagi della zona. Monta la protesta dei residenti e si chiedono ora lumi all’amministrazione per un intervento veloce prima che la situazioni peggiori ulteriormente

VITERBO – Appena fuori dal centro abitato, in strada Filante, si è consumato un atto di inqualificabile inciviltà e crudeltà. Una storica colonia felina, regolare e da tempo gestita con amorevole cura dai volontari, è stata deliberatamente vandalizzata e sepolta sotto quintali di rifiuti ingombranti e pericolosi, trasformandola di fatto in una discarica abusiva. Le immagini giunte in redazione sono agghiaccianti e documentano uno sfregio gravissimo non solo a un luogo di cura per animali, ma alla dignità di un intero quartiere.

Un attacco mirato ai gatti e al lavoro dei volontari?

La colonia, punto di riferimento per numerosi gatti che da lì si aggirano nelle zone circostanti in cerca di asilo, cibo e coccole, è stata letteralmente cancellata. I ripari e le aree frequentate dai felini sono stati sommersi da una montagna di spazzatura: pneumatici, fusti di plastica, materassi, mobili a pezzi e ogni sorta di rifiuto. Tra i detriti, spicca una vecchia sedia, simbolo di un’area precedentemente pulita e adibita al benessere degli animali.

I residenti sono sotto shock e molti sospettano un atto deliberato, una forma di “vendetta” o di intolleranza contro i gatti. “Vedere come è ridotta quella colonia è un dolore immenso”, confida un residente. “Non si tratta solo di rifiuti; qui si è voluto cancellare brutalmente l’aiuto che i volontari davano a queste creature”.

Una zona già bistrattata: l’isola ecologica è fuori controllo

Il vile atto si è consumato in un contesto già ampiamente compromesso. L’intera area di strada Filante, dove è presente un’isola ecologica, è da tempo preda di conferimenti errati e scarico di materiali pericolosi, con un crescente rischio di incendi. Attorno ai secchioni si accumulano vecchi copertoni, valigie, una lavatrice, un frigorifero e perfino un’intera vasca da bagno gettata tra le sterpaglie. L’isola ecologica, invece di essere un presidio di ordine, è diventata un magnete per i vandali. I residenti chiedono da tempo maggiori controlli da parte della Polizia Locale, ma finora i loro appelli sono caduti nel vuoto.

La “sveglia” all’amministrazione: dalle promesse ai fatti

Ora, però, la misura è colma. I cittadini e i volontari chiedono a gran voce un intervento immediato e risolutivo da parte della giunta Frontini. In particolare, si attende una risposta dall’assessore all’Ambiente Giancarlo Martinengo, per l’immediata bonifica e la messa in sicurezza dell’isola ecologica, ma gli occhi sono puntati soprattutto sull’assessora al Benessere animale Elena Angiani e sul consigliere comunale delegato Francesco Buzzi.

Proprio Angiani e Buzzi, non molto tempo fa, si erano fatti promotori della nascita dell’associazione “I ragatti di strada”, nata per unire le forze delle “gattare” e dei “gattari” viterbesi, dare loro una veste istituzionale e “mettere a disposizione gli strumenti per aiutare e prendersi cura degli animali”. All’epoca, l’assessora Angiani lodò il “grande lavoro silenzioso” dei volontari, promettendo “sostegno operativo ed economico”. Oggi, di fronte allo scempio di strada Filante, quell’impegno istituzionale è chiamato alla prova dei fatti.

Non si chiede solo la rimozione dei rifiuti. I cittadini e la rete di volontari – che con l’associazione “I ragatti di strada” si prefiggeva di “garantire protezione e promuovere una cultura di rispetto” – pretendono che:

  1. Vengano individuati e perseguiti i responsabili dell’orribile sfregio alla colonia felina.

  2. L’isola ecologica venga messa in sicurezza con sistemi di videosorveglianza per fermare il degrado continuo.

  3. L’amministrazione scenda in campo al fianco dei volontari, fornendo supporto immediato per ricostruire i ripari distrutti.

Questo non è solo un reato ambientale, ma un atto di crudeltà gratuita. Se l’obiettivo dichiarato dal Comune era difendere le colonie feline e chi le gestisce, è arrivato il momento di dimostrarlo.

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