ROMA – Imputabilità dei minori. Con l’approvazione in Cdm del disegno di legge che interviene sull’articolo 98 del Codice penale, anche i più giovani potranno essere ritenuti responsabile di un reato e pagarne le conseguenze.
Il provvedimento introduce una presunzione relativa di capacità di intendere e di volere per chi, al momento del fatto, abbia compiuto quattordici anni e non ancora diciotto.
Cambiano così le modalità di accertamento: la capacità non deve più essere verificata caso per caso, ma si presume fino a prova contraria, restando ferma la possibilità di escludere l’imputabilità quando risulti, sulla base degli elementi acquisiti nel procedimento, che il minore ne fosse privo al momento del fatto.
“Chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni. Anche quando è minorenne” afferma in un videomessaggio la premier Giorgia Meloni, commentando il provvedimento che non sarà immediatamente operativo, ma andrà approvato dal Parlamento. “Chi aggredisce, chi rapina chi devasta – sottolinea la premier – deve pagare sempre, anche se ha 15 o 16 anni. Per questo abbiamo agito e continuiamo ad agire: arresto per i minorenni sorpresi con un’arma, norme severe contro la diffusione dei coltelli, pene più dure per i danneggiamenti di gruppo. Oggi un passo ulteriore”.
il disegno di legge ha sollevato dure critiche dall’opposizione. Per il responsabile Sicurezza del Partito Democratico, Matteo Mauri, “criminalizza un’intera generazione“. “Ancora una volta il governo sceglie la strada della propaganda e della repressione invece di affrontare le vere cause del disagio giovanile” attacca il dem. Sulla stessa scia la capogruppo del Pd alla Camera Chiara Braga: “Debole con i forti e forti i deboli: lo slogan funziona benissimo per la premier Meloni. Ieri gli immigrati, oggi i minori. Non c’è mai limite alla voglia di fornire uno scalpo piuttosto che risolvere un problema”.
A prendere posizione anche Save the Children: “La violenza giovanile rappresenta una sfida complessa che non può essere affrontata prendendo a modello la giustizia degli adulti – sostiene l’organizzazione -. Considerare di regola imputabile un minore ultraquattordicenne rischia di trasmettere un messaggio rischioso: che la risposta penale agli errori degli adolescenti debba essere uguale a quella degli adulti”.
Resta ferma la diminuzione della pena prevista per i minori imputabili. Il disegno di legge modifica, di conseguenza, l’articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 448, prevedendo che il giudice e il pubblico ministero possano acquisire anche elementi ai fini del giudizio sull’imputabilità del minore.

















