24 Luglio 2026

Viterbo – Piano rifiuti, la Provincia mette in guardia la Regione: “L’ATO unico va approfondito”

VITERBO - La Provincia di Viterbo chiede modifiche al nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti 2026-2031. L'Ente ha trasmesso alla Regione Lazio le proprie osservazioni nell'ambito della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), evidenziando una serie di criticità e proponendo correttivi su alcuni dei punti considerati più delicati della nuova pianificazione. Al centro delle…
24 Luglio 2026

VITERBO – La Provincia di Viterbo chiede modifiche al nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti 2026-2031. L’Ente ha trasmesso alla Regione Lazio le proprie osservazioni nell’ambito della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), evidenziando una serie di criticità e proponendo correttivi su alcuni dei punti considerati più delicati della nuova pianificazione.

Al centro delle osservazioni c’è soprattutto la scelta della Regione di ridurre gli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) da cinque a due, con la creazione di un unico ambito comprendente tutti i Comuni del Lazio, ad eccezione di Roma Capitale. Secondo la Provincia, una decisione di questo tipo richiede ulteriori approfondimenti tecnici per verificarne la coerenza con i principi di efficacia, efficienza, economicità e prossimità previsti dalla normativa nazionale.

Nel documento inviato alla Regione viene evidenziato come il territorio laziale, esclusa Roma, presenti caratteristiche molto differenti sotto il profilo geografico, infrastrutturale, demografico e della produzione dei rifiuti. Per questo motivo, Palazzo Gentili ritiene necessario valutare con maggiore attenzione l’opportunità di accorpare realtà così diverse all’interno di un unico ATO.

La Provincia richiama inoltre le peculiarità della Tuscia, sottolineando come il territorio viterbese registri livelli di raccolta differenziata tra i più alti del Lazio e una produzione pro capite di rifiuti inferiore rispetto a quella di molte altre province della regione. Elementi che, secondo l’Ente, dovrebbero essere maggiormente considerati nella definizione del nuovo Piano.

Le osservazioni riguardano anche altri aspetti della proposta regionale. Tra questi l’aggiornamento di alcuni riferimenti normativi, il recepimento dello stato autorizzativo dell’impianto TMB di Viterbo, una più chiara definizione degli obiettivi di pianificazione e un rafforzamento dei criteri per la localizzazione dei futuri impianti.

Su quest’ultimo fronte la Provincia propone misure più restrittive per la tutela del patrimonio ambientale, paesaggistico e culturale, chiedendo maggiori garanzie per le aree naturali protette, i siti UNESCO presenti nella Tuscia, le aree agricole di pregio, le zone di captazione delle acque potabili, le aree a rischio idrogeologico e i centri abitati.

Il presidente della Provincia, Alessandro Romoli, spiega che le osservazioni sono il risultato di un approfondito lavoro tecnico e rappresentano un contributo alla definizione del Piano regionale. L’obiettivo, sottolinea, è quello di costruire un sistema di gestione dei rifiuti efficiente e sostenibile, ma anche capace di tenere conto delle caratteristiche dei singoli territori. Da qui la richiesta alla Regione Lazio di aprire un confronto approfondito affinché il nuovo Piano valorizzi le specificità della Tuscia e garantisca una pianificazione equilibrata per l’intero territorio regionale.

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