TARQUINIA – La Giunta guidata dal sindaco Francesco Sposetti porterà in Consiglio comunale la proposta di aumentare l’addizionale comunale all’IRPEF dallo 0,6% allo 0,8%, portando l’aliquota al livello massimo consentito dalla legge, senza lasciarsi alcun margine di manovra per il futuro. Lo denunciano i consiglieri di opposizione, dopo aver analizzato la delibera n. 47 del 17 luglio 2026 e il relativo parere del Collegio dei Revisori dei Conti.
“Ancora una volta – dichiarano i consiglieri di opposizione – questa amministrazione sceglie la strada più semplice: far pagare ai cittadini di Tarquinia il conto delle proprie mancate politiche di programmazione finanziaria, esaurendo da subito e senza alcuna gradualità l’intero margine previsto dalla normativa statale.”
Un aumento che copre meno di un terzo del buco di bilancio
Dagli stessi documenti dell’amministrazione emerge che l’aumento dell’addizionale IRPEF nasce dalla necessità di sostituire il contributo annuale che Enel S.p.A. versava al Comune per l’esercizio dell’impianto di Torre Valdaliga Nord, pari a circa 950.000 euro l’anno, che viene meno a partire dal 2027. Tuttavia, secondo le stesse stime contenute nella delibera, il maggior gettito atteso dall’aumento dell’aliquota si fermerebbe a circa 280.000 euro l’anno: appena il 29% della cifra da recuperare. Restano quindi scoperti, e ancora senza copertura individuata, circa 670.000 euro annui.
“Il Sindaco Sposetti – proseguono i consiglieri – ci chiede di votare un aumento delle tasse ai massimi livelli possibili, senza però indicare come verrà colmato il resto del buco di bilancio. Ai cittadini viene chiesto un sacrificio immediato e certo, a fronte di soluzioni per la restante parte del problema che restano ancora tutte da scrivere.”
Nessuna soglia di esenzione per i redditi più bassi
I consiglieri di opposizione rilevano inoltre come la proposta non preveda alcuna soglia di esenzione per i redditi più bassi, possibilità che la stessa normativa consente ai Comuni e che il Collegio dei Revisori, nel proprio parere, ha esplicitamente segnalato come strumento utile per modulare l’impatto della manovra sulle fasce più deboli della popolazione.
“Si tratta di una scelta politica precisa – sottolineano i consiglieri – quella di un’aliquota unica che pesa allo stesso modo su tutti i redditi, senza alcuna attenzione verso le famiglie e i lavoratori con le retribuzioni più basse, che pure la legge permetterebbe di tutelare.”
La richiesta dell’opposizione
I consiglieri di opposizione chiedono quindi alla Giunta Sposetti di aprire un confronto reale in Consiglio comunale prima dell’approvazione della delibera, illustrando nel dettaglio quali misure di contenimento della spesa o di razionalizzazione delle entrate intende adottare per coprire i restanti 670.000 euro di fabbisogno, e di valutare l’introduzione di una soglia di esenzione a tutela dei redditi più bassi, come raccomandato dagli stessi Revisori dei Conti.
“Non ci opponiamo per principio alla necessità di far fronte al venir meno dei fondi Enel – concludono i consiglieri di opposizione – ma chiediamo che questa amministrazione dica chiaramente ai cittadini come intende gestire l’intera partita, e non solo la parte più comoda da scaricare sulle loro tasche.”
















