Nel suo appartamento il corpo di Fabio Colapietro completamente smembrato, braccia e gambe dentro blocchi di cemento
TORINO – È in stato di fermo dalla tarda serata di ieri la professoressa Nicole Formichetti, 46 anni, originaria di Rieti e insegnante di italiano all’istituto tecnico e professionale “D’Oria” di Ciriè di Torino. La reatina è una delle tre persone fermate nell’inchiesta sulla morte di Fabio Colapietro, il 39enne residente a Settimo Torinese trovato fatto a pezzi in un appartamento di Torino.
La professoressa Formichetti non si era mai presentata in classe dall’inizio dell’anno scolastico “Molto solitaria e distaccata” la descrivono a scuola.
Tutto ha inizio con una telefonata al 112. È la madre di un ragazzo di 26 anni, Christian Matheus De Oliveira Morando, a chiamare la polizia, sconvolta: il figlio le aveva confessato di aver fatto “molto male a qualcuno”. Rintracciato dagli agenti, il giovane avrebbe ammesso l’omicidio e accompagnato gli investigatori fino al quarto piano di una palazzina di via Gulli, nel quartiere Borgo Vittoria.
Ad aprire la porta agli agenti è proprio Nicole Formichetti, insegnante di italiano e proprietaria dell’alloggio. Non appena entrati, i poliziotti sono investiti da un fortissimo odore acre. All’interno dell’appartamento trovano il corpo di un uomo completamente smembrato: nel salotto alcuni blocchi di cemento in cui qualcuno aveva provato a nascondere degli arti, in bagno, nella vasca, sacchi neri con altri resti. Secondo alcune ricostruzioni, la testa sarebbe stata rinvenuta in un contenitore separato, mentre braccia e gambe erano state inserite in blocchi di cemento a presa rapida. Sequestrati anche una mannaia, probabilmente utilizzata per smembrare il cadavere, e alcuni coltelli.
La vittima è stata identificata in Fabio Colapietro, 39 anni, originario di Chivasso e da tempo residente a Settimo Torinese. Secondo i primi accertamenti medico-legali, sarebbe stato ucciso a bastonate e coltellate.
I tre fermati
Al termine delle prime ore di indagine, coordinate dalla pm Lea Lamonaca, la Procura di Torino ha disposto il fermo di tre persone: il 26enne, ritenuto il principale indiziato per omicidio e soppressione di cadavere, una ragazza di 22 anni e Nicole Formichetti, entrambe accusate di favoreggiamento e concorso nella soppressione del cadavere.
L’ipotesi: un incontro di sesso e droga finito male
Secondo una prima versione fornita dal giovane, tutto sarebbe nato da una colluttazione nata da un tentativo di rapina o furto. Un’ipotesi al vaglio, insieme a quella — al momento ritenuta più accreditata — di un incontro tra le quattro persone coinvolte, tra sesso e stupefacenti, in particolare anfetamine, degenerato in un massacro. Gli investigatori starebbero anche cercando di stabilire da quanto tempo risalga la morte: secondo alcune fonti, nei giorni precedenti al ritrovamento ci sarebbe stato un sospetto viavai di persone dall’appartamento.
Il quadro resta ancora da definire su diversi punti: non è chiaro se Colapietro sia stato ucciso direttamente nell’appartamento di via Gulli o se il corpo vi sia stato portato in un secondo momento.

