TARQUINIA – Dovrà essere rivalutato il sequestro dei circa 157mila euro trovati a gennaio nell’abitazione di un 56enne di Tarquinia, indagato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Lo ha deciso la Corte di Cassazione, che ha annullato con rinvio l’ordinanza del Gip di Civitavecchia che aveva confermato il vincolo sulla somma.
Il procedimento trae origine da un controllo eseguito dalla Guardia di Finanza della Compagnia di Tarquinia. Dopo aver fermato il cinquantaseienne, già noto alle forze dell’ordine per precedenti in materia di droga, i militari decisero di effettuare una perquisizione domiciliare con il supporto dell’unità cinofila.
Tarquinia – Denunciato 56enne per detenzione di droga, sequestrati cocaina e 157mila euro (FOTO)
All’interno dell’abitazione furono sequestrati una dose di cocaina da circa 0,8 grammi, un bilancino elettronico, materiale per il confezionamento, una macchina conta-banconote, un telefono cellulare e 156.620 euro in contanti, conservati sottovuoto.
Secondo l’ipotesi investigativa, il denaro sarebbe riconducibile all’attività di spaccio. La difesa dell’indagato ha invece contestato il sequestro, sostenendo l’assenza di elementi sufficienti a dimostrare il collegamento tra la somma e il reato ipotizzato.

La Suprema Corte ha accolto il ricorso, rilevando che il provvedimento impugnato non motivava adeguatamente il rapporto tra il denaro sequestrato e la presunta attività illecita. I giudici hanno inoltre ricordato che, in assenza di un accertamento sullo spaccio, il semplice ritrovamento di denaro contante non consente automaticamente di giustificarne il sequestro.
Il fascicolo torna ora al Tribunale di Civitavecchia, che dovrà riesaminare la vicenda e decidere nuovamente sulla sorte della somma sequestrata, fornendo una motivazione conforme ai rilievi formulati dalla Cassazione.



