Foto d'archivio
L’indice di incidenza provinciale sale a 22,7 contro il 14,5 italiano
FROSINONE – A Frosinone si continua a morire di lavoro. I dati diffusi dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering fotografano una situazione che non può essere normalizzata: nei primi sei mesi dell’anno la provincia registra un indice di incidenza di 22,7 morti ogni milione di occupati, contro una media nazionale di 14,5. “Numeri – evidenziano i responsabili di ‘Alleanza Verdi Sinistra Frosinone’ – che raccontano una realtà drammatica e che impongono alla politica di smettere di parlare di “morti bianche” o di fatalità. Quando la sicurezza viene considerata un costo da comprimere, la vita delle lavoratrici e dei lavoratori viene messa in secondo piano. Come ‘Alleanza Verdi e Sinistra’ chiediamo un cambio di passo immediato. Servono più controlli, più prevenzione e un rafforzamento concreto degli organici dell’Ispettorato del Lavoro e dei servizi delle ASL.”
“Nei settori più esposti, a partire da edilizia, trasporti e manifattura, occorre un piano straordinario di ispezioni. Allo stesso tempo va affrontato il nodo degli appalti e dei subappalti a cascata, che frammentano le responsabilità, comprimono i diritti e troppo spesso scaricano sui lavoratori il costo della ricerca del massimo profitto. A livello nazionale chiediamo inoltre l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro, perché chi mette consapevolmente a rischio la vita dei propri dipendenti deve sapere che ne risponderà pienamente”.
“Frosinone non può continuare a contare i propri morti. La sicurezza – concludono i responsabili di ‘Alleanza Verdi Sinistra Frosinone’ – non è un costo, né un optional: è un diritto costituzionale e una priorità politica. Come ‘Alleanza Verdi e Sinistra’ continueremo a batterci per più prevenzione, più controlli, più diritti e per un lavoro che permetta di tornare a casa ogni giorno”.

