Viterbo – È fissata per domenica 20 settembre l’apertura della stagione venatoria 2026/2027 nel Viterbese. Il calendario approvato dalla Regione Lazio stabilisce periodi, specie cacciabili, limiti e modalità per l’attività venatoria.
Fin dalla giornata di apertura sarà possibile cacciare quaglia, lepre europea, fagiano, merlo, colombaccio e germano reale. Nello stesso periodo partirà anche la caccia ad alzavola, beccaccino, canapiglia, codone, cornacchia grigia, fischione, folaga, frullino, gallinella d’acqua, gazza, ghiandaia, marzaiola, mestolone, moriglione, porciglione e volpe.
Per molte di queste specie la stagione si concluderà il 31 gennaio 2027. Sono invece previste scadenze differenti per alcune specie: la quaglia sarà cacciabile fino al 31 ottobre, la lepre europea fino al 6 dicembre, mentre coniglio selvatico, fagiano e merlo fino al 31 dicembre.
Dal 1° ottobre entreranno nel calendario anche l’allodola, la cui caccia terminerà il 31 dicembre, e beccaccia, cesena, tordo bottaccio, tordo sassello e pavoncella, per le quali la stagione proseguirà fino alla chiusura prevista dal calendario.
Per la pavoncella sarà richiesta un’autorizzazione specifica e sono stati stabiliti anche limiti agli abbattimenti. Nel complesso, nel territorio della Tuscia potranno essere prelevati 92 esemplari, di cui 44 nell’Atc Vt1 e 48 nell’Atc Vt2.
Un contingente è previsto anche per il moriglione: il tetto complessivo è di 130 capi, suddivisi tra i due Ambiti territoriali di caccia, con 62 esemplari nel Vt1 e 68 nel Vt2.
Periodo più ristretto per la starna, cacciabile dal 1° ottobre al 30 novembre. La possibilità di esercitare l’attività venatoria su questa specie sarà limitata alle zone nelle quali gli Atc abbiano verificato la presenza di popolazioni stabilizzate e condizioni tali da rendere sostenibili gli abbattimenti.
Particolare attenzione è riservata alla caccia al cinghiale. L’attività sarà consentita dal 1° ottobre 2026 al 31 gennaio 2027, per complessive 54 giornate.
Sono comprese tutte le giornate di mercoledì, sabato e domenica del periodo, oltre a giovedì 1° ottobre, giorno di apertura.
Resta confermato per l’intera stagione il limite di tre giornate di caccia alla settimana, da individuare tra quelle consentite.
A partire dal 1° ottobre i cacciatori residenti nel Lazio potranno inoltre esercitare la caccia alla fauna migratoria anche negli altri Ambiti territoriali di caccia regionali, fino a un massimo di 20 giornate, senza dover versare una nuova quota di iscrizione.
Previsti anche per la stagione 2026/2027 accordi per l’interscambio dei cacciatori con Toscana, Umbria e Marche.
Nella fase iniziale della stagione, dal 20 al 30 settembre, l’attività venatoria sarà consentita dalle 6 alle 19,05. Gli orari saranno poi modificati progressivamente con il diminuire delle ore di luce durante l’autunno e l’inverno.
Una disciplina specifica riguarda la beccaccia: in questo caso la caccia sarà consentita a partire dalle 8, con termine fissato a mezz’ora prima rispetto all’orario ordinario.
Il calendario regionale stabilisce quindi un’apertura articolata, con periodi differenti a seconda delle specie, contingenti per alcune popolazioni e regole specifiche per le diverse forme di attività venatoria.

