SANTA MARINELLA – Capelli lunghi, occhi chiari, fisico asciutto, la barba incolta e quell’off the lip verticale che era diventato quasi il suo marchio di fabbrica. Chiunque lo avesse visto in acqua lo avrebbe riconosciuto a distanza. Alessio Fantozzi era una figura impossibile da confondere, uno dei volti più rappresentativi della storia del surf a Santa Marinella e nel Lazio.
La sua vita è stata legata al mare e alle onde per oltre quarant’anni. Prima da atleta, poi da insegnante e allenatore, Fantozzi è stato uno dei pionieri di un movimento che, quando lui iniziò, era ancora lontano dalla popolarità raggiunta negli anni successivi.
Ha gareggiato in Italia e all’estero, affinando negli anni una tecnica che lo aveva reso un avversario temibile, ma sempre corretto e rispettato all’interno della line-up. Un rapporto con il surf che non si è mai interrotto e che lo ha portato, nel 2002, a compiere un altro passo destinato a lasciare il segno: la nascita della Banzai Surf School.
Da quella scuola sono passate generazioni di surfisti. Per alcuni è stata semplicemente l’occasione per imparare a stare sulla tavola e divertirsi tra le onde. Per altri, invece, è stato l’inizio di una passione destinata a durare tutta la vita.
È anche attraverso il lavoro di Fantozzi che il movimento surfistico laziale ha continuato a crescere, diventando una vera fucina di talenti. Il suo contributo, dunque, va ben oltre i risultati ottenuti in acqua: è stato quello di un uomo capace di trasmettere una cultura del surf, prima ancora che una tecnica.
La battaglia contro la malattia
Alessio Fantozzi si è spento dopo una malattia scoperta poco più di un anno fa. Una battaglia affrontata lontano dai riflettori e che aveva scelto di non rendere pubblica.
In molti, proprio per questo, hanno appreso la notizia soltanto nelle ultime ore, con incredulità e dolore. Una perdita che ha colpito profondamente una comunità che per decenni lo aveva visto in acqua, sulle spiagge di Santa Marinella e accanto ai giovani che si avvicinavano al surf.
Il mondo del surf italiano perde così una delle sue figure storiche. Ma insieme al dolore resta un’eredità difficile da cancellare: quella lasciata da un surfista di talento, un coach e soprattutto un punto di riferimento per intere generazioni.
La FISSW ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa, ricordandone il ruolo all’interno del movimento.


