CIVITAVECCHIA – Il primo giorno di controlli degli ispettori ambientali a Civitavecchia restituisce un quadro tutt’altro che incoraggiante. Le verifiche, iniziate alle 5 del mattino, si sono concentrate in una zona di Campo dell’Oro, dove nella giornata era previsto il conferimento della plastica. E il dato emerso dai primi controlli è pesante: nel 60% dei casi sono state riscontrate irregolarità che, a regime, potrebbero comportare una sanzione per il singolo cittadino o per il condominio.
A raccontare l’esito della prima giornata è l’assessore all’Ambiente Stefano Giannini, che non usa mezzi termini nel descrivere ciò che gli ispettori hanno trovato durante le verifiche.
“Abbiamo trovato una situazione sul rispetto delle regole che va, in buona parte, ricostruita”, spiega Giannini.
Tra i casi contestati ci sono rifiuti indifferenziati conferiti al posto della plastica, sacchi neri nei quali erano stati gettati insieme carta, vetro e altri materiali. Ma non solo. Accanto ai carrellati sono stati trovati anche oggetti completamente estranei alla raccolta prevista, come bambole e ferri da stiro.
Il dato più significativo resta però quello delle irregolarità riscontrate: sei casi su dieci, secondo quanto riferito dall’assessore, sarebbero stati potenzialmente sanzionabili.
Per il momento, però, niente multe. L’amministrazione ha scelto di utilizzare il primo mese soprattutto come fase di informazione e sensibilizzazione.
“Quelle sanzioni oggi non arriveranno. Vogliamo dare a tutti il tempo e gli strumenti per comprendere le regole e correggere comportamenti che, in alcuni casi, derivano anche da abitudini consolidate nel tempo”, chiarisce Giannini.
Ma la tregua ha una scadenza precisa. Dal prossimo mese il sistema entrerà progressivamente nella fase operativa vera e propria, con l’applicazione delle sanzioni nei casi in cui le irregolarità continueranno a essere riscontrate.
“Dal prossimo mese, però, la fase di accompagnamento lascerà progressivamente spazio all’applicazione delle sanzioni: le stesse situazioni riscontrate oggi non potranno più essere tollerate”, avverte l’assessore.
Una stretta che, nelle intenzioni dell’amministrazione, non nasce dalla volontà di fare cassa attraverso le multe. Il tema, spiega Giannini, riguarda soprattutto il funzionamento del servizio e i costi che ricadono sui cittadini.
“Non vogliamo fare cassa con le multe. Vogliamo una città più pulita e una raccolta differenziata che funzioni meglio”, sottolinea.
E c’è anche un’altra questione, ancora più concreta per famiglie e attività: la TARI. Una quantità elevata di rifiuto indifferenziato, secondo l’assessore, incide infatti sui costi complessivi della gestione dei rifiuti e quindi anche sulla tassa pagata dai cittadini.
“Differenziare meglio significa ridurre progressivamente questi costi e creare le condizioni perché, insieme a una gestione più efficiente del servizio, si possa arrivare a pagare meno”, afferma Giannini.
L’obiettivo dichiarato, quindi, non è soltanto quello di contrastare l’abbandono o il conferimento errato dei rifiuti, ma provare a intervenire anche sulla spesa complessiva del sistema.
Il percorso indicato dall’amministrazione è graduale: prima informazione, poi sensibilizzazione e controlli e, quando necessario, sanzioni.
“Perché rispettare le regole della raccolta differenziata significa avere una città più pulita, ma anche spendere meglio e provare a pagare meno”, conclude l’assessore all’Ambiente.
Giannini ha infine ringraziato l’Associazione degli Ispettori Ambientali e CSP per il lavoro svolto e per la collaborazione nella prima giornata di controlli.

