Roma – Cinque parole, e nient’altro. È tutto ciò che Francesca Neri ha voluto dire dopo la scomparsa del compagno Silvano Loia, il manager di Rai Way morto in mare a Montalto di Castro. L’attrice le ha affidate al Corriere della Sera, senza aggiungere una riga: «Sono devastata dal dolore».
Il giorno prima, quando le ricerche si erano chiuse con il ritrovamento del corpo, aveva risposto ai messaggi di chi le stava vicino con un solo segno: un cuore spezzato.
Ore di silenzio
Chi la conosce racconta di giornate durissime. Neri si è chiusa nel lutto e per ora ha scelto di non parlare, coerentemente con il modo in cui aveva vissuto anche questa storia d’amore: lontano dai riflettori.
Con Loia l’attrice aveva ritrovato un equilibrio dopo un periodo complicato della sua vita. I due si erano tenuti alla larga dai riflettori — rarissime le uscite pubbliche, una quotidianità difesa dall’attenzione dei media — anche se qualche volta erano stati avvistati insieme per le strade di Roma.
Una nuova stagione, dopo Amendola e dopo la malattia
Il legame con Loia era nato dopo la fine del matrimonio con Claudio Amendola, durato circa venticinque anni e da cui è nato il figlio Rocco. Anche quella separazione era stata gestita in punta di piedi, senza recriminazioni affidate ai giornali.
Negli anni precedenti l’attrice aveva combattuto con la cistite interstiziale, una patologia cronica e invalidante di cui ha scritto senza filtri nell’autobiografia Come carne viva. La malattia l’aveva costretta a lunghi periodi di isolamento e a ridurre drasticamente la propria vita quotidiana. Una volta superata la fase più acuta, aveva parlato di una sensazione di rinascita e di una consapevolezza di sé mai avuta prima. È in quel momento che era arrivato l’incontro con Loia.
Cosa è successo a Montalto di Castro
Il manager di Rai Way è morto dopo essere entrato in acqua a Montalto di Castro. La sua scomparsa aveva fatto scattare le ricerche, terminate con il ritrovamento del corpo.
Per Francesca Neri è adesso il tempo del lutto. Nessun messaggio pubblico, nessun racconto della loro storia. Soltanto quelle poche parole consegnate al Corriere, che bastano a misurare la distanza tra il prima e il dopo.

