ITALIA – Il taglio delle accise non basta e l’esclusione dai crediti d’imposta straordinari rischia di mettere in ginocchio un intero comparto. È un grido d’allarme chiaro quello lanciato da Cna Fita Taxi e Cna Fita Ncc Auto, che hanno inviato due lettere ufficiali al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e al Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, per chiedere misure urgenti contro l’impatto del caro carburanti. Secondo l’associazione, è ormai fondamentale superare la logica degli aiuti generalizzati e concentrare le risorse su quelle imprese per cui benzina e gasolio rappresentano un fattore produttivo vitale.
Il fronte comune delle due categorie, guidate dai presidenti nazionali Riccardo Carboni per i taxi e Simone Magellano per gli Ncc, si articola innanzitutto su due richieste condivise. La prima prevede l’istituzione di un contributo straordinario una tantum, essenziale per recuperare i pesanti extracosti sostenuti negli ultimi mesi. La seconda guarda al futuro e all’ambiente, sollecitando il rinnovo di un ecobonus specifico per la rottamazione e la sostituzione dei vecchi veicoli, così da incentivare l’acquisto di mezzi ibridi, elettrici o a basse emissioni.
Accanto alle battaglie comuni, Cna ha delineato soluzioni specifiche per le diverse anime del trasporto non di linea. Per i tassisti, che operano in un regime di tariffazione amministrata, si chiede di rivoluzionare i criteri del credito d’imposta ordinario: l’agevolazione non dovrebbe più basarsi su calcoli forfettari legati alla popolazione del comune, bensì sui litri di carburante effettivamente acquistati e documentati. Spicca inoltre la proposta di introdurre nella legge quadro un “fuel surcharge”, un supplemento tariffario temporaneo e automatico che si attivi solo nel momento in cui il prezzo alla pompa superi una soglia predeterminata d’emergenza.
La crisi morde in modo diverso ma altrettanto feroce il settore degli Ncc. Il problema principale, in questo caso, è legato ai contratti stipulati prima dell’impennata dei prezzi energetici: molte imprese si trovano oggi costrette a erogare servizi con corrispettivi ormai inadeguati, senza alcuna possibilità di revisione in corso d’opera. Per questo motivo, Cna Fita Ncc Auto ha richiesto un credito d’imposta dedicato, mirato a compensare queste perdite e a ristabilire l’equilibrio economico aziendale.
L’appello al Governo si chiude con una precisa rivendicazione del ruolo della categoria. “Taxi e Ncc svolgono una funzione complementare e integrativa rispetto a treni, aerei e trasporto pubblico di linea”, sottolineano i vertici di Cna. “Non chiediamo interventi indiscriminati, ma misure temporanee, selettive e proporzionate all’effettivo impiego professionale del carburante. Occorre tutelare la continuità dei servizi, la redditività delle imprese e il lavoro di oltre 41mila operatori”, tra cui figurano più di 24mila titolari di licenze taxi e oltre 17mila autorizzazioni Ncc rimasti esclusi dai precedenti sostegni statali.

