L’esponente del PD attacca duramente la maggioranza Frontini circa le ultime scelte che avrebbero privilegiato una parte della città lasciando a bocca asciutta tutto il resto
VITERBO – Il dibattito sul rilancio del centro storico si infiamma dentro e fuori Palazzo dei Priori. A lanciare una dura offensiva politica contro le scelte dell’amministrazione Frontini è Alessandra Troncarelli, esponente del Partito Democratico, che ha anticipato sui social i temi caldi portati poi in discussione durante l’ultima seduta del consiglio comunale. Nel mirino dell’esponente dem ci sono la gestione dei fondi pubblici e la mappa delle iniziative cittadine.
La critica si concentra in particolare sull’investimento di “50 mila euro per due eventi in 7 giorni”, riferendosi nello specifico alla Notte Rosa e al Viterbo Open Mall. Secondo Troncarelli, queste due manifestazioni, programmate a pochissimi giorni di distanza l’una dall’altra, finiscono per interessare “sostanzialmente lo stesso asse del centro storico”, creando un evidente squilibrio territoriale.
L’interrogativo sollevato dal PD viterbese riguarda le aree escluse dalla programmazione. Le attività commerciali di snodi storici come Porta della Verità, Piazza della Rocca, via Mazzini, via Cairoli, via Matteotti e molte altre, denuncia Troncarelli, “rischiano di restare fuori dal circuito degli eventi”. L’accusa è precisa: con un budget di 50 mila euro di risorse pubbliche a disposizione, l’amministrazione avrebbe potuto e dovuto “costruire un’iniziativa capace di coinvolgere un centro storico più ampio”, distribuendo le opportunità economiche e di visibilità in modo più omogeneo.
L’attacco si sposta poi sul piano prettamente politico, replicando alla narrazione della maggioranza di aver ereditato “una città morta”. Un’espressione che Troncarelli definisce senza mezzi termini “uno schiaffo alle associazioni, ai commercianti e alle realtà che per anni hanno animato il centro storico”. A tal proposito, la consigliera dem non risparmia una pesante stoccata sulle passate defaillance organizzative dell’attuale giunta, ricordando come chi oggi muove queste critiche “non è stata nemmeno in grado di garantire l’organizzazione di un evento storico ed identitario come San Pellegrino in Fiore nel 2023”.
In quell’occasione di vuoto amministrativo, ricorda Troncarelli, furono proprio le realtà del territorio a “rimboccarsi le maniche” per salvare la tradizione. La riflessione finale della consigliera traccia la linea d’opposizione sulla visione complessiva della città: “Il centro storico non si rilancia lasciando indietro chi ogni giorno lo tiene vivo”. Un appello a ripensare la strategia commerciale e turistica, affinché le risorse del Comune servano a “creare opportunità per tutti” e non solo per una porzione limitata del capoluogo.

