Continuano a emergere video dell’influencer romano giunto nei giorni scorsi nel capoluogo per “scoperchiare il vaso di Pandora”
VITERBO – Il caso di Viale Trento continua a tenere banco sui social e ad alimentare il dibattito cittadino sulla sicurezza. Dopo il primo video virale sulla presunta aggressione a un anziano – poi ridimensionata a “diverbio verbale” dal Comitato di quartiere, che ha tenuto a precisare il tempestivo intervento dei carabinieri – l’influencer romano Simone Carabella torna a puntare i riflettori sulla zona, e questa volta lo fa dando voce all’esasperazione delle attività commerciali.
In un nuovo filmato diffuso in rete, l’attenzione si sposta sulle difficoltà quotidiane di chi in quel quadrante ci lavora. Protagonista dell’intervista è il titolare di una nota scuola di tennis della zona, le cui parole restituiscono un quadro di profondo disagio e senso di impotenza.
Davanti all’obiettivo dello smartphone, l’imprenditore non usa mezzi termini per descrivere la realtà con cui lui e i suoi colleghi devono fare i conti: “Siamo ostaggio di una banda di tossici – denuncia il proprietario del circolo sportivo – che se ne fottono completamente, nella maniera più completa, dei vari rilievi che le forze dell’ordine giornalmente producono”. Una presenza costante e molesta, che si ripresenta “tutti i giorni, un giorno sì e un giorno no”, vanificando di fatto i controlli quotidiani delle pattuglie.
La testimonianza del commerciante scoperchia un nervo scoperto per le attività di Viale Trento. Come emerge dalla denuncia, non si tratta più solo di degrado urbano, ma di una vera e propria limitazione alla libertà d’impresa. L’assidua presenza di questi facinorosi, infatti, impedisce al circolo sportivo e agli altri negozianti limitrofi di lavorare in un clima di normalità e sicurezza.
A pesare sulla quotidianità di chi alza la serranda è un clima di strisciante intimidazione, in cui si lavora sotto la continua e logorante minaccia di possibili ripercussioni. Una situazione che, al netto delle doverose precisazioni sulle singole dinamiche di cronaca chieste a gran voce dai residenti storici, conferma quanto il livello di esasperazione in quest’area di Viterbo abbia ormai raggiunto il livello di guardia.

