L’uomo era scomparso da Tarquinia oltre tre mesi fa senza lasciare tracce
MONTE ROMANO – Dopo oltre cento giorni di ricerche disperate, appelli inascoltati e speranze appese a un filo, il mistero della scomparsa di Renzo Profili si chiude con il più drammatico e straziante degli epiloghi. L’ottantanovenne viterbese, letteralmente svanito nel nulla all’alba dell’estate, è stato trovato senza vita in un’area isolata nelle campagne di Monte Romano.
Il corpo giaceva all’interno di un canale, una scena desolante resa ancora più cupa dal ritrovamento della vettura: a pochissima distanza dal cadavere, infatti, è spuntata anche la sua Smart bianca con tettuccio nero. Quell’auto “fantasma” che per tre mesi e mezzo sembrava essere stata inghiottita dalla terra insieme al suo conducente.
La tragica scoperta delle scorse ore mette fine a un’angoscia familiare iniziata la mattina del 18 giugno. Le cronache di quei giorni restituiscono i contorni di un allontanamento inspiegabile, consumatosi nel parcheggio dell’ospedale di Tarquinia. “Enzo” – come lo chiamavano affettuosamente i conoscenti – vi era arrivato intorno alle 9:15 insieme a un accompagnatore. Mentre quest’ultimo si trovava all’interno della struttura sanitaria per sottoporsi a una visita, l’anziano era rimasto ad attenderlo pazientemente nell’abitacolo. Ma all’uscita, verso le 11:00, il gelo: il parcheggio era vuoto. Di Profili e della sua utilitaria non c’era più alcuna traccia.
Oggi, il ritrovamento a Monte Romano chiude la caccia all’uomo ma apre un nuovo, inquietante capitolo d’indagine. Spetterà ora agli inquirenti e ai medici legali spazzare via le ombre su questi cento giorni di buio: saranno i rilievi scientifici a dover chiarire le esatte circostanze del decesso e a ricostruire, passo dopo passo, la dinamica che ha portato l’anziano a trovare la morte in quel canale dimenticato da tutti.

