CIVITAVECCHIA – Si era presentato al cancello come un uomo dell’Arma, convinto di dover solo ritirare l’oro di una donna anziana. Dietro la porta, però, lo aspettavano gli agenti del commissariato di Civitavecchia. È finito così, in manette, il 45enne Biagio Rinella Aglieri, nato in Germania e residente in provincia di Palermo, arrestato con l’accusa di tentata truffa aggravata in concorso.
I fatti risalgono alla mattina del 17 luglio. Poco prima delle 11 la sala operativa ha inviato una volante in un’abitazione del quartiere San Gordiano, dopo la segnalazione di una truffa telefonica in corso ai danni di un’anziana.
Quando gli agenti sono arrivati, la badante della proprietaria, una donna di 99 anni allettata e in gravi condizioni di salute, ha riconosciuto l’auto di servizio e ha fatto loro segno di entrare subito. I poliziotti hanno allora spostato la macchina lontano dalla casa, per non insospettire nessuno, e sono entrati.
Al telefono di casa, in vivavoce, c’era ancora il sedicente “maresciallo Borriello“, che gli agenti hanno potuto ascoltare direttamente. Lo schema era quello classico: l’uomo sosteneva che l’auto intestata alla figlia dell’anziana, in realtà deceduta, fosse rimasta coinvolta in una rapina, e che per sistemare la situazione legale servisse consegnare gioielli in oro e contanti a titolo di risarcimento. Di lì a poco, annunciava, sarebbe arrivato un suo collaboratore, un fantomatico “dottor Filipponi“, per una perquisizione e il ritiro dei preziosi, raccomandando di non toccare nulla.
D’accordo con i poliziotti, la badante ha retto il gioco: si è finta la figlia della padrona di casa e ha descritto nei dettagli dei gioielli che in casa non c’erano. Il truffatore, intanto, la teneva al telefono senza sosta, nonostante lei dicesse di sentirsi male e di non riuscire ad alzarsi, con la scusa di farle trascrivere dei finti codici identificativi. In casa, nel frattempo, era arrivato anche il figlio dell’anziana. Gli agenti hanno chiesto rinforzi alla squadra di polizia giudiziaria del commissariato, che si è appostata nei dintorni.
Alle 12.30, puntuale come annunciato al telefono, un uomo ha suonato al cancello presentandosi come carabiniere. La badante gli ha aperto, lui ha attraversato il giardino ed è entrato dal portone. A quel punto gli agenti, nascosti all’interno, lo hanno bloccato. Aveva in mano un cellulare e gli auricolari alle orecchie: era in videochiamata con il complice che dirigeva l’operazione a distanza. Nello zaino gli è stato trovato un secondo telefono, identico al primo. Entrambi sono stati sequestrati.
Portato in commissariato e identificato con i rilievi dattiloscopici, l’uomo è risultato avere precedenti segnalazioni per reati contro la persona. Il pm di turno della Procura di Civitavecchia ha disposto che fosse trattenuto nelle camere di sicurezza in attesa del processo per direttissima. La badante ha presentato denuncia-querela. Proseguono le indagini per risalire al complice che si spacciava per maresciallo.

