Un pezzo di storia dell’urbanistica di San Martino al Cimino ha subito una ferita
SAN MARTINO AL CIMINO (VT) – Il distacco di una porzione di muratura della struttura seicentesca è stato tempestivamente segnalato dai cittadini. L’assessore alle frazioni Katia Scardozzi ha attivato la Polizia Locale e preannuncia il coinvolgimento della Soprintendenza.
Un pezzo di storia dell’urbanistica di San Martino al Cimino ha subito una ferita. La parte inferiore di una delle antiche porte che delimitano l’ingresso superiore al paese, struttura risalente agli interventi architettonici del Seicento, ha registrato un grave danneggiamento che ha comportato il distacco e la caduta di una porzione di muratura.
A far emergere la criticità, ripresa e rilanciata dalla pagina social locale “Info Principato: attualità, storia, arte e tradizioni”, è stato il tempestivo senso civico dei residenti. Le segnalazioni dei cittadini hanno infatti permesso di attivare immediatamente la macchina degli interventi per la messa in sicurezza dell’area, scongiurando pericoli per la viabilità pedonale e veicolare.
Della questione si è interessata in prima persona Katia Scardozzi, assessore comunale con delega alle frazioni, che ha allertato la Polizia Locale. Gli agenti, giunti sul posto, hanno provveduto a transennare la porzione di varco interessata dal cedimento per isolare il perimetro del monumento danneggiato.
Resta da chiarire la dinamica che ha portato al crollo della muratura. Al momento le autorità non escludono alcuna pista, anche se l’ipotesi più accreditata sembra essere quella di un urto accidentale causato da un mezzo di passaggio. Le valutazioni spaziano dalla manovra errata di un’automobile fino al possibile coinvolgimento di un mezzo pesante, come un autobus in transito, sebbene non vi siano ancora certezze su eventuali responsabilità.
Trattandosi di un bene architettonico e storico vincolato, fondamentale per l’identità visiva e culturale del borgo sammartinese, l’iter per il ripristino richiederà passaggi istituzionali specifici. L’assessore Scardozzi ha già confermato che provvederà a inoltrare le dovute segnalazioni alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. Saranno i tecnici dell’ente a dover valutare l’entità del danno e a dettare le linee guida per un restauro che possa restituire la porta seicentesca al suo originario decoro.

