Foto di archivio
Secondo l’ipotesi dei magistrati di Roma, l’uomo avrebbe fatto da collegamento tra imprese private e ufficiali per condizionare gare da milioni di euro
Le indagini della Guardia di Finanza, dopo le perquisizioni di marzo, hanno scoperto una rete di aziende capace di condizionare appalti da centinaia di milioni di euro. I settori colpiti sono strategici: Difesa, Aeronautica, Marina, Polizia, Terna, Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) e Polo Strategico Nazionale, che gestisce il cloud pubblico.
Un ruolo centrale è emerso per A.S., imprenditore di 62 anni di Latina. Secondo i magistrati, faceva da ponte tra imprese private, politici e ufficiali dell’Aeronautica che gestivano i bandi.
Nelle carte si legge che il 62enne si sarebbe attivato con il vice presidente della Camera, Giorgio Mulè (non indagato), per spingere la promozione a generale di un ufficiale dell’Aeronautica. Questo, in cambio, gli avrebbe dato soffiate segrete su una gara da 213 milioni.
Inoltre, l’imprenditore avrebbe cercato di favorire una grande società di software americana, prima esclusa, per i servizi del Polo Strategico Nazionale. Si sarebbe mosso anche per cambiare i requisiti tecnici di una piattaforma informatica della Difesa, sfruttando le informazioni riservate avute da un generale dell’Esercito prima dell’avvio della gara.
Nei primi giorni i 20 indiziati saranno interrogati dal giudice per le indagini preliminari di Roma, che deciderà sulle misure cautelari.

