Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Firenze, hanno convinto il giudice per le indagini preliminari (gip) del Tribunale toscano a emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il provvedimento ha colpito quattro cittadini italiani di etnia rom, tutti intorno ai trent’anni, accusati in concorso di furto aggravato. Tre dei destinatari della misura sono stati rintracciati e arrestati tra Roma e la città pontina, grazie all’intervento decisivo delle rispettive Squadre Mobili, che hanno supportato i colleghi di Firenze.
Gli investigatori hanno fatto luce su due colpi precisi avvenuti nel capoluogo toscano rispettivamente il 21 e il 29 marzo 2026. Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, i quattro indagati agivano come veri e propri “trasfertisti“. Partivano dal Lazio per raggiungere la Toscana con un piano ben studiato: effettuavano sopralluoghi nei giorni precedenti per individuare le case da colpire e poi entravano in azione.
Il bottino più ricco è stato recuperato il 29 marzo nell’abitazione del figlio di Zeffirelli. I malviventi hanno forzato la porta principale e, una volta dentro, sono riusciti a portare via ben due casseforti. Al loro interno c’erano beni preziosi e gioielli per un valore totale stimato in circa 80mila euro. A incastrare i presunti responsabili sono state le indagini della Squadra Mobile di Firenze, partite dall’analisi minuziosa delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza della zona.

