Il gruppo richiama alle vicende romane, dove Forza Italia (a Viterbo con Frontini) ha fortemente criticato gli investimenti capitolini sulle ciclabili
VITERBO – La polemica sulle nuove infrastrutture per la mobilità dolce a Viterbo non accenna a placarsi e si arricchisce di un nuovo, durissimo capitolo. A riaccendere i riflettori sulla discussa realizzazione dei tracciati in città è il Comitato Spontaneo Via Della Pila, che torna alla carica mettendo nel mirino non solo le scelte tecniche dell’amministrazione comunale, ma anche i recenti riposizionamenti politici della maggioranza cittadina.
La genesi della protesta, spiegano i portavoce del gruppo, affonda le radici proprio nella contrarietà tecnica e logistica al progetto: «Il nostro comitato è nato dall’iniziativa spontanea dei cittadini di fronte alla realizzazione della pista ciclabile in via della Pila e, più in generale, delle piste ciclabili in città: interventi che riteniamo privi di reale utilità, pericolosi e dispendiosi in termini di risorse pubbliche». Un fiume di denaro che, rimarcano dal comitato, «riguarda tutta la collettività e richiede quindi scelte motivate e trasparenti».
Ma il nodo centrale della vertenza, che infiamma gli animi dei residenti, resta il muro di gomma istituzionale eretto da Palazzo dei Priori. «Ciò che maggiormente abbiamo contestato, e che continua a rammaricarci, è il mancato coinvolgimento dei cittadini da parte dell’amministrazione comunale», accusano i membri del comitato, sottolineando come «di fronte a opere che incidono così profondamente sulla vita quotidiana, consentire a chi ne è direttamente interessato di partecipare alle decisioni risponde a un elementare principio di democrazia».
Pur rivendicando la più totale «indipendenza dai partiti e da qualsivoglia bandiera politica», i cittadini non rinunciano a entrare a gamba tesa sulle recenti dinamiche consiliari, evidenziando il paradosso del nuovo asse politico. «La stampa cittadina ha dato ampio risalto all’alleanza tra Forza Italia e la lista civica che ha espresso l’attuale amministrazione», sottolineano, richiamando per aperto contrasto le durissime prese di posizione dei vertici romani del partito azzurro contro la ciclabilità imposta nella Capitale: «I cittadini non capiscono perché sono stati spesi 38 milioni di euro per le vie ciclabili utilizzate appena dall’1% dei romani. È il momento di passare dalla protesta alla proposta. Il Campidoglio deve ascoltare i cittadini e non imporre scelte sbagliate che stanno facendo aumentare in modo esponenziale i disagi dei romani».
Un cortocircuito politico evidente, su cui il comitato esige ora un chiarimento: «Ci chiediamo, tuttavia, come si concilino queste affermazioni con la posizione dell’amministrazione comunale di Viterbo. Il principio dell’ascolto dei cittadini, richiamato con tanta chiarezza a Roma, dovrebbe trovare applicazione anche qui».
L’ultimatum finale all’amministrazione e ai suoi nuovi alleati è netto e non ammette ulteriori dilazioni: «Vorremmo dunque fare chiarezza e tornare alle domande che poniamo da oltre cinque mesi senza alcuna risposta. Ci auguriamo che, nelle riunioni tra gli alleati a Viterbo, anche queste domande trovino spazio e che dal confronto emerga finalmente una risposta chiara ai cittadini. Rimaniamo in attesa».

