ROMA – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concesso la grazia parziale a Guido Gianni, il gioielliere condannato per la morte di due rapinatori e il ferimento di un terzo durante una rapina nella sua gioielleria di Nicolosi, nel Catanese.
Il provvedimento riduce di tre anni e due mesi la condanna complessiva a 12 anni e quattro mesi per duplice omicidio e tentato omicidio.
Gianni, nato nel 1960, aveva già espiato cinque anni e tre mesi di pena.
Grazie al provvedimento, il residuo da scontare scende sotto i quattro anni, consentendo al Tribunale di sorveglianza di valutare l’eventuale affidamento in prova ai servizi sociali.
La decisione del Capo dello Stato è arrivata dopo il parere favorevole del magistrato di sorveglianza.
La vicenda risale al 18 febbraio 2008, quando tre uomini entrarono nella gioielleria di Gianni a Nicolosi. I rapinatori aggredirono il gioielliere e la moglie, minacciandoli con una pistola che successivamente risultò essere un’arma giocattolo.
Gianni reagì sparando con una pistola legalmente detenuta. Due dei rapinatori morirono durante la fuga, mentre un terzo rimase ferito.
Nel corso del procedimento giudiziario, i giudici esclusero la legittima difesa, ritenendo che i colpi mortali fossero stati esplosi quando i rapinatori erano ormai in fuga.
La condanna definitiva portò Gianni in carcere nel 2022.
Negli anni successivi la vicenda ha continuato a suscitare attenzione, anche attraverso una petizione promossa dalla moglie Maria Angela Distefano per chiedere la grazia.
Il caso era tornato al centro del dibattito pubblico anche in relazione alla vicenda di Mario Roggero, il gioielliere piemontese condannato per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante una rapina.
La grazia concessa a Gianni rientra nei tre provvedimenti di clemenza individuale firmati da Mattarella.
Gli altri due riguardano persone condannate per reati legati agli stupefacenti, per le quali il Capo dello Stato ha disposto la riduzione delle pene residue tenendo conto, rispettivamente, delle gravissime condizioni di salute e del percorso di reinserimento sociale e familiare.

