A guidare l’attacco contro la giunta e l’assessore al Lavoro, Piero Alessi, è la responsabile confederale di Ugl Civitavecchia, Fabiana Attig
CIVITAVECCHIA – Si apre una pesante vertenza sindacale e politica sul futuro del trasporto pubblico locale a Civitavecchia. La decisione di estromettere la partecipata Csp dalla gestione del servizio ha innescato la durissima presa di posizione dell’Ugl, che accusa Palazzo del Pincio di voler smantellare il controllo pubblico per favorire i privati, annunciando una stagione di mobilitazione generale a difesa dell’occupazione e del patrimonio cittadino.
A guidare l’attacco contro la giunta e l’assessore al Lavoro, Piero Alessi, è la responsabile confederale di Ugl Civitavecchia, Fabiana Attig, che parla apertamente di una manovra calcolata: «Adesso si gioca a carte scoperte: l’amministrazione comunale ha finalmente calato la maschera. La decisione di tagliare fuori la Csp dal trasporto pubblico locale, nonostante Regione Lazio e Astral avessero confermato la piena fattibilità tecnica del subappalto, non è affatto una scelta tecnica obbligata. Siamo di fronte a una deliberata volontà politica di dismettere il controllo pubblico del servizio». Un esito che, secondo l’esponente sindacale, rappresenta la prova di una gestione fallimentare: «Le ricadute sociali saranno drammatiche: circa trenta dipendenti storici del Tpl verranno di fatto espulsi dalla partecipata pubblica per essere traghettati verso il privato. Tutto questo avviene mentre l’assessore Alessi continua a riempirsi la bocca con “protocolli d’intesa” e “tavoli tematici” che non hanno prodotto un solo risultato concreto. Come Ugl abbiamo preso fermamente le distanze da questi teatrini: non faremo da alibi né da foglia di fico a chi, dalle poltrone del Pincio, sa produrre solo disastri a danno delle famiglie civitavecchiesi».
Nel mirino dell’organizzazione sindacale finiscono anche le motivazioni di bilancio addotte dalla maggioranza. La narrazione di un presunto risparmio di 1,2 milioni di euro per le casse comunali viene bollata come priva di fondamento: «Quel minor esborso era già garantito dal subentro del sistema regionale per i chilometri assorbiti dall’Unità di Rete», puntualizza Attig. «La strada corretta era un’altra: mantenere la gestione in capo a Csp attraverso il subappalto, riducendo l’impegno finanziario del Comune e blindando l’occupazione pubblica. La Regione Lazio aveva persino offerto la disponibilità ad ampliare il chilometraggio per attivare collegamenti vitali, come quello verso l’hospice, ma dal Comune è arrivato un “no” inspiegabile». Uno scenario che, denuncia il sindacato, segna soltanto il preludio a una più ampia ondata di esternalizzazioni, pronta a colpire a breve sia la segnaletica stradale che l’assistenza scolastica.
Il quadro tracciato dall’Ugl investe direttamente anche la tenuta economico-finanziaria della municipalizzata: «Il Cda di Csp è consapevole del danno che sta arrecando prestando il fianco a questo progetto scellerato? Retrocedendo i contratti di servizio e azzerando gli incassi, come pensa di far fronte al buco di oltre 4 milioni di euro verso i fornitori? Come pensa di tutelare il costo del personale e gli stessi dipendenti? Forse è per questo che ancora non sono stati rinnovati i contratti di servizio? Per noi la strategia è chiara: mettere a rischio la sopravvivenza della municipalizzata serve a spianare la strada a chi ha già puntato gli occhi su Csp per rilevarla a buon mercato e gestirne, magari in un prossimo futuro, l’intero ciclo dei rifiuti, così come già sta accadendo per il patrimonio immobiliare ceduto nelle mani dei privati».
Da qui l’appello corale alla mobilitazione per sbarrare il passo alle scelte dell’amministrazione: «Il sindaco e l’assessore Alessi si stanno assumendo una responsabilità storica enorme, indebolendo la più importante azienda pubblica cittadina e precarizzando il futuro di centinaia di famiglie», conclude Fabiana Attig. «L’Ugl non farà da spettatrice e invita la città e le forze politiche a una mobilitazione generale per bloccare questo piano di smantellamento, destinato a gravare pesantemente sulle tasche della collettività sia in termini sociali che economici».

