Tra San Faustino e La Trinità, storici quartieri di Viterbo, continuano a consumarsi vicende orripilanti ogni giorno. I cittadini: “Qui nessuno si cura più di noi, se non a parole”
VITERBO – Una mattinata di ordinaria follia e violenza inaudita nel cuore del centro storico di Viterbo. Nelle scorse ore, in via San Rita al quartiere della Trinità, un’anziana di 80 anni è stata brutalmente aggredita da una tossicodipendente. La donna, rimasta ferita nell’assalto, è stata soccorsa tempestivamente dal personale sanitario del 118 e trasportata all’ospedale per le cure del caso, mentre sul posto convergevano a sirene spiegate le pattuglie delle forze dell’ordine per riportare la situazione alla calma e avviare le indagini.
L’ennesimo grave fatto di sangue fa deflagrare in tutta la sua drammaticità l’esasperazione di chi vive tra la Trinità e San Faustino, un asse viario ormai percepito come una “zona franca”. I residenti, testimoni quotidiani di questo inarrestabile declino, sono sul piede di guerra: «È diventato impossibile vivere qui», denunciano, descrivendo un quadrante urbano trasformato in una vera e propria piazza di spaccio a cielo aperto. Il dito è puntato in particolare contro la situazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, dove, raccontano gli abitanti, «abitano ormai solo tossici, delinquenti e persone ai domiciliari».
La frustrazione si mescola alla paura. «Tutti i tossici sono concentrati nei palazzi de la Trinità», è lo sfogo amaro di chi si sente abbandonato, costretto a convivere con siringhe, consumo di eroina alla luce del sole e risse continue. «Questo è un ghetto», aggiungono i cittadini, domandandosi per quale motivo l’emergenza criminale e sociale della città debba essere confinata interamente in questi scorci storici. Nonostante il presidio e gli interventi ripetuti delle forze dell’ordine, l’azione di contrasto si scontra con una deriva profonda che le sole divise non riescono ad arginare definitivamente.
Una ferita purulenta che non è nuova alle cronache, tanto da aver attirato mesi addietro le telecamere nazionali. Le troupe della trasmissione Mediaset “Fuori dal Coro” erano approdate alla Trinità per documentare lo scandalo degli appartamenti popolari occupati abusivamente da stranieri e da figure legate alla delinquenza locale. A seguito di quel clamore mediatico, qualcosa si era mosso e le autorità avevano proceduto ad alcuni sgomberi. Un’illusione di legalità durata troppo poco: a distanza di mesi, i residenti segnalano sgomenti che alcuni degli alloggi liberati sarebbero tornati a essere occupati esattamente dalle stesse persone che erano state allontanate.
Oggi, di fronte al sangue versato da un’ottantenne inerme, la misura è colma. Consapevoli che spaccio e aggressioni restano all’ordine del giorno, gli abitanti si stanno mobilitando per tentare di riportare in città le telecamere della televisione nazionale. L’amara e rassegnata convinzione del quartiere è che, senza la pressione dei riflettori mediatici, i vicoli della Trinità siano destinati a restare una trincea dimenticata.

