Tutto è accaduto in un’abitazione di Cecina, dove la coppia di trentenni, residente fuori regione, stava trascorrendo le ore precedenti
CECINA (LI) – Una vicenda dai contorni drammatici e carichi di dolore si è consumata nel Livornese, dove una giovane coppia si è presentata in ospedale trasportando il proprio bimbo appena venuto alla luce all’interno di un sacchetto. Per il neonato, purtroppo, i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Sul caso la Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta formale disponendo l’esame autoptico.
Tutto è accaduto in un’abitazione di Cecina, dove la coppia di trentenni, residente fuori regione, stava trascorrendo le ore precedenti. Secondo quanto ricostruito attraverso i primi racconti forniti ai sanitari e agli investigatori, la donna era stata improvvisamente colpita da forti dolori addominali mentre si trovava in bagno, con il compagno ancora addormentato. Convinta che quel malessere fosse semplicemente la conseguenza di un’indigestione, la trentenne non si era resa conto che in realtà stava affrontando un travaglio. Poco dopo, infatti, è avvenuto il parto.
Resisi conto della gravità della situazione e del fatto che il piccolo non respirava, i due partner si sono precipitati a bordo della propria vettura verso il pronto soccorso dell’ospedale cittadino. L’accoglienza da parte del personale medico è stata immediata, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato vano: il neonato, di corporatura molto minuta e stimato attorno alla trentesima o trentaduesima settimana di gestazione, era già privo di vita.
La madre è stata successivamente ricoverata in buone condizioni fisiche per gli accertamenti clinici del caso, mentre dalla struttura sanitaria è scattata immediatamente la segnalazione di rito alle forze dell’ordine. Una volante del commissariato di Polizia di Cecina è intervenuta sul posto per effettuare i primi rilievi, raccogliere le testimonianze degli operatori sanitari e ascoltare i genitori.
Sotto uno choc profondo, la donna ha ribadito agli inquirenti di non essere stata a conoscenza del proprio stato di gravidanza e di aver scoperto di aspettare un figlio soltanto nel momento in cui ha partorito tra le mura domestiche. Sebbene la gestazione nascosta o la cosiddetta “gravidanza negata” rappresentino eventi rari ma documentati dalla medicina — casi in cui la donna prende coscienza del bambino solo a uno stadio molto avanzato o addirittura al momento del parto —, la situazione di Cecina si tinge di drammaticità per l’esito fatale.
Le indagini, condotte dalla Polizia di Stato e coordinate dal pubblico ministero della Procura di Livorno Ezia Mancusi, dovranno ora stabilire con esattezza le cause e i tempi della morte. L’autopsia disposta dall’autorità giudiziaria sarà fondamentale per chiarire se il piccolo fosse già deceduto prima del parto o se sia spirato subito dopo la nascita. La salma resta a disposizione della magistratura all’interno del nosocomio cecinese per consentire lo svolgimento di tutti gli accertamenti medico-legali necessari.

