FIUMICINO – “Roma chiama, l’Italia risponde”. Gli agricoltori riuniti da settimane nel presidio di Torrimpietra aderiscono alla mobilitazione nazionale “Piazza della Dignità”in programma lunedì 19 ottobre dalle 14:30 in piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini.
La protesta punta a riunire nella Capitale agricoltori, autotrasportatori e lavoratori di diversi settori, con il supporto e la collaborazione del sindacato Usb, per chiedere interventi contro l’aumento dei costi di produzione e il caro carburanti.
Il presidio lungo l’Aurelia, al chilometro 29, coinvolge famiglie e lavoratori provenienti da Torrimpietra e da diverse località del litorale, tra cui Ladispoli, Cerveteri, Fiumicino e Civitavecchia.
Tra le principali rivendicazioni figurano la riduzione dei costi per le imprese agricole, appesantiti dall’aumento dei prezzi delle materie prime, dei fertilizzanti e dei macchinari.
Secondo i manifestanti, il rincaro degli input produttivi rischia di compromettere la sostenibilità economica delle attività, fino a rendere poco conveniente la raccolta di alcuni prodotti.
Gli agricoltori chiedono inoltre misure per contrastare il caro carburanti, un problema che coinvolge anche il trasporto delle merci e si ripercuote sui prezzi sostenuti dai consumatori.
La mobilitazione si estende anche al tema delle risorse pubbliche: gli organizzatori contestano l’aumento delle spese militari e chiedono di destinare maggiori fondi al welfare, ai servizi sociali e al sostegno delle imprese italiane.
La manifestazione romana nasce dalla volontà di unire categorie diverse attorno a difficoltà economiche considerate comuni, dalla produzione agricola alla distribuzione delle merci, fino al costo della vita per le famiglie.
L’obiettivo dichiarato dai promotori è incontrare i rappresentanti delle istituzioni e ottenere risposte concrete alle richieste avanzate.
Per gli agricoltori del presidio di Torrimpietra, la difesa delle produzioni locali è strettamente legata alla tutela dell’intera filiera agroalimentare, di chi trasporta i prodotti e di chi li acquista ogni giorno.
La partecipazione alla mobilitazione nazionale rappresenta così un nuovo passaggio della protesta avviata sul litorale, con l’intenzione di portare le rivendicazioni del territorio direttamente nel cuore della Capitale.

