Foto d'archivio
Accuse di estorsione, riciclaggio e spaccio con metodo mafioso. Il provvedimento del Tribunale di Roma fa scattare i sigilli e 17 perquisizioni
Ma non è finita qui: ai tre soggetti viene contestato anche lo spaccio e la detenzione di sostanze stupefacenti. Oltre agli arresti, i carabinieri hanno fatto scattare i sigilli ai beni. Il provvedimento del giudice prevede infatti il sequestro preventivo dei conti correnti e dei beni legati a due aziende riconducibili agli indagati.
L’inchiesta antimafia, però, è molto più ampia e si allarga a macchia d’olio in tutta Italia. Proprio in queste ore, i militari dell’Arma stanno portando avanti perquisizioni a tappeto in diverse altre regioni italiane. Sotto la lente degli investigatori ci sono altri 17 indagati, le cui abitazioni e proprietà vengono setacciate alla ricerca di prove e riscontri utili all’indagine. Le forze dell’ordine continuano a lavorare per chiarire tutti i dettagli del caso.

