Tra i rinviati a giudizio ci sono anche i presunti boss Giuseppe Trovato e Ismail Rebeshi: il processo partirà il 20 gennaio
Viterbo – Si è conclusa ieri mattina, davanti alla giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Roma Rosalba Liso, l’udienza preliminare sul narcotraffico collegato all’inchiesta nota come “mafia viterbese”. La giudice ha emesso sette condanne con rito abbreviato e ha disposto 25 rinvii a giudizio con rito ordinario.
Tra gli imputati che andranno a processo figurano i presunti capi dell’organizzazione, Giuseppe Trovato e Ismail Rebeshi. Il dibattimento si aprirà il 20 gennaio davanti al secondo collegio del tribunale capitolino.
La pena più alta è stata inflitta a Riza Muco, condannato a 15 anni. Seguono David Rebeshi con 14 anni, Alessandro Ghisu e Pierre Vince John Manuputty con 10 anni ciascuno e Gabriele Laezza, conosciuto come “Gamberone”, con 7 anni e 6 mesi. Al collaboratore di giustizia Sokol Dervishi sono stati inflitti 3 anni e 4 mesi, a Shkelzen Patozi 3 anni. Un imputato è stato assolto, mentre per un altro la giudice ha dichiarato il non luogo a procedere perché irreperibile.
L’indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma e condotta dai carabinieri di Viterbo, ricostruisce un presunto traffico di stupefacenti avviato a partire dal 2017. L’udienza preliminare si era aperta il 24 settembre 2025, in seguito alla richiesta di rinvio a giudizio per gli indagati di questo filone, parallelo all’inchiesta principale.
Le condanne sono di primo grado e quindi non definitive. Per tutti gli imputati vale la presunzione di innocenza fino a sentenza passata in giudicato.

