La difesa del centrodestra parte dall’agenda istituzionale del presidente. La sua assenza in commissione, spiegano i capigruppo, non è stata affatto una diserzione strategica, bensì un impegno di altissimo profilo e ampiamente noto da tempo
ROMA – Il caso San Raffaele infiamma la politica regionale. Di fronte all’accusa mossa dalle opposizioni di una presunta “fuga” del governatore Francesco Rocca dalla Commissione Trasparenza, i capigruppo della maggioranza in Consiglio Regionale fanno quadrato e passano al durissimo contrattacco, bollando l’offensiva della minoranza come l’ennesimo pretesto di una sinistra “che non sa più a cosa aggrapparsi”.
La difesa del centrodestra parte dall’agenda istituzionale del presidente. La sua assenza in commissione, spiegano i capigruppo, non è stata affatto una diserzione strategica, bensì un impegno di altissimo profilo e ampiamente noto da tempo. Rocca si trovava infatti a Firenze per partecipare al Festival delle Regioni, un summit istituzionale che ha registrato la presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, di numerosi ministri e degli altri governatori italiani. “Un’assenza perfettamente prevedibile – si legge nella nota diramata dalla maggioranza – che forse avrebbe dovuto sconsigliare la convocazione della Commissione nella giornata odierna. Ma probabilmente si ha bisogno di creare a tutti i costi occasioni per fare polemica”.
Il documento, firmato congiuntamente dai referenti dei partiti di governo (Daniele Sabatini per Fratelli d’Italia, Giorgio Simeoni per Forza Italia, Laura Cartaginese per la Lega, Mario Luciano Crea per la Lista Rocca e Nazzareno Neri per l’Udc), sposta poi il mirino sull’atteggiamento giudicato ipocrita degli avversari politici. I capigruppo fanno notare come gli stessi consiglieri di opposizione che oggi reclamano delucidazioni a gran voce, appena una settimana fa abbiano “disertato in massa” i lavori della Commissione Bilancio. In quella sede, i vertici tecnici — il direttore della Sanità regionale Andrea Urbani e il coordinatore dell’Avvocatura — avevano illustrato nel dettaglio la regolarità e la trasparenza delle procedure portate avanti davanti al Consiglio di Stato. Tra i banchi della minoranza, fa notare il centrodestra, era presente unicamente la vicepresidente Droghei. “Forse perché non era interesse ricevere i chiarimenti forniti e poter così continuare a sollevare il polverone politico?”, pungono gli esponenti della maggioranza.
Infine, il nodo cruciale sulle responsabilità dell’intricata vicenda giudiziaria. Il centrodestra respinge al mittente le accuse e scarica il peso della questione sulla precedente amministrazione di centrosinistra: “Siamo i primi a voler conoscere chi ha provocato veramente questa situazione, conclusasi con la sentenza definitiva del Consiglio di Stato, visto che il contenzioso giudiziario con il gruppo San Raffaele si è sviluppato durante il decennio della Giunta Zingaretti”.

