BOSNIA – Un elicottero militare italiano CH 47, impegnato nell’operazione Eufor Althea in Bosnia-Erzegovina, è precipitato nel pomeriggio di oggi per cause ancora in corso di accertamento.
La notizia è confermata dal sindaco della città di Brcko, Sinia Milic, che fornisce anche un primo bilancio delle vittime: “4 persone sono morte e 12 sono rimaste ferite. Tutte sono state curate in un ospedale di Brcko. Il personale medico è in stato di allerta”.
Non ci sono ancora informazioni sulla nazionalità delle vittime.
Al momento, scrive invece la Difesa, “non è possibile rilasciare ulteriori dichiarazioni, in attesa di informazioni più precise soprattutto sulle condizioni di salute del personale”. Il comando della missione a Sarajevo precisa che l’incidente è avvenuto nella regione di Brcko “L’Eufor può confermare che oggi si è verificato un incidente durante un’operazione di routine nella regione di Brcko, che ha provocato la caduta di uno dei suoi velivoli”, si legge in un comunicato.
Ancora non si conosce l’identità delle persone a bordo e le modalità dell’incidente.
L’Operazione Althea, formalmente nota come European Union Force Bosnia-Erzegovina (EUFOR), prese il via il 2 dicembre 2004 su mandato delle Nazioni Unite, sancito dalla risoluzione del Consiglio di sicurezza ONU 1551 del 9 luglio dello stesso anno. Nata come la prima vera missione dell’Unione europea sul campo di un Paese straziato dalle lunghe guerre civili dell’ex Jugoslavia, l’operazione ha raccolto il testimone della precedente missione SFOR della NATO.
Fin dalle sue origini, la missione ha puntato su due obiettivi: affiancare le forze armate bosniache nel percorso di avvicinamento agli standard NATO e garantire un contesto stabile e sicuro per il Paese balcanico. Nel corso degli anni, il mandato è stato più volte rinnovato, a partire dalla risoluzione 1639 del novembre 2005. Una svolta significativa si è registrata nel 2012, quando l’impegno si è trasformato in un programma mirato di addestramento e potenziamento delle forze bosniache. Questo progetto si è chiuso con successo nel 2018, traguardo che ha sancito l’autosufficienza delle forze armate bosniache nella formazione dei propri militari.
Gli anni successivi hanno visto la prosecuzione della missione, confermata il 2 novembre 2022 dalla risoluzione ONU 2658.
Attualmente, il contingente schierato sul campo conta circa 1.100 uomini, impegnati nel supporto alla sicurezza e nelle attività di addestramento congiunto con le truppe locali.
La guida della missione è passata nel gennaio 2026 al generale di divisione dell’esercito italiano Maurizio Fronda.

