Un traguardo di vitale importanza per l’offerta turistica del capoluogo, che vede il museo restituito alla collettività dopo la chiusura disposta anni fa
VITERBO – L’attesa è finita per uno dei principali poli attrattivi della città. Questa mattina, sabato 31 ottobre alle ore 10, il chiostro del Museo Civico “Luigi Rossi Danielli” in piazza Crispi tornerà ad animarsi. La sindaca Chiara Frontini e l’assessore alla Capitale europea della Cultura, Alfonso Antoniozzi, annunceranno ufficialmente la riapertura al pubblico della struttura e illustreranno le nuove progettualità ad essa collegate.
Un traguardo di vitale importanza per l’offerta turistica del capoluogo, che vede il museo restituito alla collettività dopo la chiusura disposta nel corso del 2024 per consentire una profonda ristrutturazione e la messa in sicurezza dei locali. Con i cantieri certificati come conclusi, l’amministrazione ha impresso un’accelerazione per garantire l’accessibilità del patrimonio storico, artistico e archeologico già a partire da questo fine settimana, sbloccando l’apertura per la festività del 1° novembre.
A guidare questa cruciale fase di rilancio sarà il professor Antonio Rocca, a cui è stata affidata la direzione del Museo Civico con determinazione dirigenziale (la numero 2775) firmata lo scorso 29 ottobre. Al nuovo direttore spetterà la gestione scientifica e organizzativa, la cura e valorizzazione delle collezioni, il coordinamento delle attività di catalogazione informatica dei beni e la progettazione di esposizioni e percorsi didattici.
La nomina esterna di Rocca arriva al termine di uno specifico iter burocratico. Inizialmente, l’ente di Palazzo dei Priori aveva provato a reperire la figura dirigenziale all’interno della propria dotazione organica, avviando una ricognizione esplorativa a inizio ottobre. Ai dipendenti era richiesta una laurea specialistica, comprovata esperienza museale e l’appartenenza all’Area dei Funzionari (ex categoria D). Un tentativo andato a vuoto: l’unica candidatura pervenuta è stata infatti scartata poiché il dipendente, inquadrato nell’Area degli Istruttori (ex categoria C), non possedeva il requisito contrattuale richiesto dal bando.
Constatata l’assenza di risorse interne idonee, il Comune ha virato sull’esterno. Il 21 ottobre, in seguito alle prime indiscrezioni stampa, il prof. Rocca si è fatto avanti manifestando formalmente la propria disponibilità. Esaminato il suo curriculum, l’amministrazione ha ritenuto il profilo di “altissima professionalità” e pienamente idoneo, in virtù della solida formazione accademica in museologia e della profonda conoscenza del patrimonio culturale della Tuscia.
L’incarico fiduciario è stato quindi assegnato tramite affidamento diretto, in linea con quanto concesso dal Codice dei Contratti Pubblici. Il contratto legherà il professionista al Comune dalla stipula dell’atto fino al 31 dicembre 2028, a fronte di un corrispettivo totale concordato di 52.000 euro (comprensivo di oneri, in regime forfettario). La spesa è stata ripartita sui bilanci dell’ente con coperture da 2.000 euro per avviare il servizio in questa coda di 2026, e tranche da 25.000 euro per ciascuna delle due annualità successive (2027 e 2028).

