Maxi-blitz della Polizia contro le bande giovanili: arresti e denunce anche in Ciociaria. Le chat dei ragazzi svelano la regia dei disordini di ottobre
Alcune delle armi trovate dalla polizia nel corso dei controlli
L’operazione nazionale dello SCO analizza i telefoni per ricostruire il coordinamento degli scontri nelle manifestazioni. Servizi ad “alto impatto” in Ciociaria: 3 arresti, denunce e sequestri di droga
Attraverso l’analisi telematica
approfondita dei telefoni cellulari e dei gruppi di messaggistica dei giovani coinvolti, le forze dell’ordine hanno raccolto elementi decisivi che dimostrano una pianificazione a tavolino degli scontri. I dispositivi mobili venivano usati come vere e propri centraline di comando logistico per coordinare risse, assalti e danneggiamenti aggravati, condotte che spesso gli stessi autori ostentavano sui social network. In questo quadro di controlli straordinari ad “alto impatto” si inseriscono le attività condotte in provincia di Frosinone, dove gli uomini della Polizia di Stato hanno presidiato le aree più sensibili e i contesti legati alla movida per contrastare la devianza giovanile e lo spaccio. Nel territorio della Ciociaria, i servizi ad alto impatto hanno portato all’identificazione di 386 persone, tra cui 54 minorenni.L’attività giudiziaria nel comprensorio frusinate si è conclusa con l’arresto di 3 maggiorenni e la denuncia a piede libero di altri 3 giovani, di cui 2 maggiorenni. I reati contestati a vario titolo dagli investigatori riguardano la falsità ideologica, violazioni in materia di armi e la detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Proprio sul fronte del contrasto al mercato locale della droga, gli investigatori hanno sottratto alle piazze di spaccio dosi di cocaina per 0,45 grammi, 58 grammi di marijuana e un quantitativo più consistente pari a 576,48 grammi di cannabinoidi.
Su scala nazionale, il maxi-blitz ha registrato numeri colossali, con ben 236.138 giovani controllati, tra cui 23.060 minorenni, 644 arresti complessivi e 1.695 denunce in stato di libertà. Oltre al Frusinate, le perquisizioni e i monitoraggi, con ben 1.115 profili social vagliati, si sono concentrati in Lombardia, a Torino e nella provincia di Foggia, dove sono state smantellate diverse “crack house” usate come laboratori artigianali. All’azione repressiva si è affiancata quella preventiva con l’emissione di Daspo urbani e fogli di via obbligatori per garantire il ripristino della legalità e la tutela della sicurezza pubblica nelle aree più esposte a rischi.

