La società spagnola che controlla Elifriulia ha avviato a ottobre la procedura di pre-insolvenza, dopo una perdita di quasi 24 milioni nel 2025. A Madrid ieri nessun elicottero sanitario era operativo. Sullo sfondo, un’indagine dell’Antitrust spagnola su un possibile cartello nelle gare per i servizi di emergenza. E nel Lazio l’appalto da 53,5 milioni è già nel mirino di Procura, ANAC e Corte dei conti
Giovedì 5 novembre la Comunità di Madrid è rimasta senza elisoccorso per un’intera giornata. Lo racconta il quotidiano spagnolo El País. I due elicotteri del Summa 112, il servizio di emergenza sanitaria della capitale spagnola, erano fermi.
Uno era a terra da domenica, perché i piloti non avevano potuto fare l’addestramento al simulatore obbligatorio per rinnovare l’abilitazione. L’altro era in riparazione. Entrambi sono gestiti da Eliance, il gruppo spagnolo che a inizio ottobre ha avviato una procedura di pre-insolvenza.
Non è una vicenda solo spagnola. Eliance controlla al 100% Elifriulia S.p.A., la società che gestisce l’elisoccorso nel Lazio, in Basilicata e in Friuli Venezia Giulia.
Cosa sta succedendo in Spagna
La Comunità di Madrid paga a Eliance quasi 24 milioni di euro in cinque anni, circa 4 milioni l’anno, per due elicotteri con base a Las Rozas e Lozoyuela. Il contratto impone di ripristinare il servizio entro 12 ore in caso di interruzione. Il velivolo di Lozoyuela, invece, è rimasto fermo per giorni. La Comunità prepara sanzioni da 6.000 a 10.000 euro per ogni giorno di stop e cerca già nuovi operatori. Ammette però che il settore è «piccolo» e le aziende sono poche.
Non è la prima volta. Nel 2024 la Comunità aveva aperto oltre trenta procedimenti contro Eliance per servizi non resi correttamente. Il 16 maggio di quell’anno, per alcune ore, nessun elicottero era operativo. Secondo il sindacato CC.OO., da inizio ottobre si sono fermati anche gli elicotteri della DGT, la Direzione generale del traffico spagnola, a Malaga, Siviglia e Santiago de Compostela.
I conti spiegano il resto. Eliance ha chiuso il 2025 con una perdita di 23,9 milioni, il doppio rispetto ai 12 milioni del 2024, su ricavi per circa 54 milioni. Su quel risultato pesano 14,7 milioni di contestazioni, penali dei clienti e accantonamenti. Il 9 ottobre 2026 la società ha avviato il preconcurso de acreedores, una procedura che le dà tempo per trattare con i creditori ed evitare il fallimento. Eliance, ricorda la testata specializzata HeliHub, aveva ottenuto nel luglio 2025 un finanziamento da 190 milioni da Infranity, fondo infrastrutturale di Generali Investments.
L’ombra del cartello
C’è poi un’indagine. Tra il 27 e il 30 gennaio 2026 la CNMC, l’autorità spagnola della concorrenza, ha fatto ispezioni in diverse aziende del settore dei servizi aerei. Il sospetto è un possibile cartello per manipolare le gare pubbliche dei servizi antincendio, di trasporto sanitario e di soccorso. Il comunicato ufficiale non fa nomi. Secondo El País, però, tra le aziende coinvolte ci sono Eliance, Avincis e Pegasus. Avincis è un nome noto anche in Italia, dove gestisce l’elisoccorso in diverse regioni, tra cui la Sicilia. L’indagine è ancora in corso. La stessa CNMC precisa che non pregiudica «né l’esito finale né la colpevolezza delle imprese».
La chiave italiana: Elifriulia
Eliance era entrata in Elifriulia nel 2022, rilevandone la maggioranza. Nel luglio 2025 la finanziaria regionale Friulia ha ceduto le ultime quote, e la società è diventata interamente spagnola. Secondo i dati diffusi al momento della cessione, Elifriulia ha in Italia sette basi di elisoccorso: due in Friuli Venezia Giulia, tre nel Lazio e due in Basilicata, a Potenza (h24) e Matera (h12). Ha una flotta di 15 elicotteri e circa 160 dipendenti.
Nel Lazio il servizio vale 53,5 milioni di euro. Elifriulia lo gestisce per conto di ARES 118 da fine 2024, al posto di Elitaliana. Da mesi però l’appalto è al centro di contestazioni, come Etruria News ha raccontato più volte. Il contratto prevede quattro elicotteri, tre operativi più uno di riserva a Roma. Secondo quanto denunciato dalla stessa ARES 118, dal luglio 2025 l’elicottero di riserva è stato spostato in Basilicata, dove Elifriulia aveva vinto un’altra gara. ARES ha definito il trasferimento «improprio e non autorizzato» e ha trasmesso gli atti alle Procure di Roma e Potenza, alla Corte dei conti e all’ANAC. A febbraio 2026 la Guardia di Finanza ha acquisito il contratto. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo esplorativo per inadempimento in pubbliche forniture, al momento senza indagati. Elifriulia sostiene che il contratto è in regolare esecuzione e che il servizio non si è mai interrotto.
Le domande per le Regioni
Sui servizi italiani non risultano finora interruzioni legate alla crisi della capogruppo. Ma il caso di Madrid insegna quanto sia sottile il confine tra difficoltà finanziarie e servizio a terra. A Madrid sono bastati un addestramento non pagato e un guasto per lasciare una regione di sette milioni di abitanti senza elisoccorso per un giorno intero.
Per questo le domande alle Regioni Lazio, Basilicata e Friuli Venezia Giulia, e alle rispettive centrali del 118, sono semplici:
- Sono state chieste a Elifriulia garanzie sulla continuità del servizio dopo la pre-insolvenza della capogruppo?
- Le garanzie contrattuali, come fideiussioni e cauzioni, sono adeguate a coprire un’eventuale interruzione?
- Esiste un piano di emergenza se gli elicotteri dovessero fermarsi?
- Nel Lazio, perché il contratto prosegue nonostante le contestazioni di ARES 118 e le indagini in corso?
Quando in gioco c’è un infarto in un paese isolato o un incidente grave in autostrada, non è ammissibile scoprire la risposta il giorno in cui l’elicottero non decolla.
La redazione resta a disposizione di Elifriulia S.p.A., di Eliance e delle Regioni interessate per eventuali repliche.

