Certificato il collaudo per l’apertura del “lotto 2” all’interno del quarto invaso
VITERBO – Viterbo continua a fare spazio ai rifiuti. Con il via libera definitivo arrivato dagli uffici della Pisana, la discarica di località Le Fornaci si allarga ulteriormente. La Regione Lazio ha infatti certificato il collaudo per l’apertura del “lotto 2” all’interno del quarto invaso (il cosiddetto Vt4), il gigantesco impianto gestito da Ecologia Viterbo.
I numeri dell’operazione rendono l’idea delle proporzioni della nuova “buca”: lo scavo appena ultimato garantirà una capienza di 260mila metri cubi, pronti ad inghiottire la bellezza di 308mila tonnellate di scarti. Il semaforo verde all’esercizio è scattato lo scorso 8 ottobre con un’apposita determina regionale, arrivata a stretto giro dopo il sopralluogo tecnico del primo ottobre che ha confermato la perfetta esecuzione dei lavori, dalla posa dei teli di impermeabilizzazione fino ai sistemi di deflusso e captazione del percolato.
Un’espansione che, di fatto, era un passaggio obbligato. Il mega-sito viterbese (che copre un’area di 50 ettari e ha già i bacini storici Vt1 e Vt2 chiusi e in post-gestione) stava velocemente esaurendo l’ossigeno nel terzo invaso (Vt3). Un consumo di volumetrie accelerato negli ultimi anni dal continuo e massiccio arrivo di tir carichi di immondizia provenienti dalle altre province, con la Capitale in testa a causa della sua cronica emergenza impiantistica. Proprio per questo, già nel 2024, era stato autorizzato l’intero invaso Vt4 per un totale di 550mila metri cubi. Attualmente, sommando il lotto 1 (aperto a scaglioni tra il 2025 e il 2026 per 180mila tonnellate) e il nuovo lotto 2, all’appello mancheranno in futuro solo gli ultimi 138mila metri cubi per completare il perimetro autorizzato.
L’entrata in funzione di questo nuovo lotto permetterà anche di risolvere una criticità operativa interna al sito. Ecologia Viterbo dovrà infatti procedere al travaso di ben 41mila tonnellate di spazzatura che, per garantire la continuità dello smaltimento durante la fase di cantierizzazione, erano state temporaneamente “parcheggiate” nel lotto 1 creando una collinetta artificiale alta quattro metri. Prima di effettuare lo spostamento nel nuovo bacino per ripristinare le quote altimetriche corrette, l’azienda dovrà notificare il calendario dei lavori agli enti di controllo.
Nel frattempo, la Tuscia osserva le mosse della Regione sul resto del territorio per capire quando finirà l’emergenza. Il nuovo Piano Rifiuti 2026-2031, varato ad aprile, prevede sulla carta un nuovo sito ad Aprilia e gli allargamenti di Civitavecchia e Roccasecca. Parallelamente, Roma ha avviato i cantieri per il termovalorizzatore di Santa Palomba (da 600mila tonnellate annue). Resta da capire se basteranno a sollevare Viterbo, una volta per tutte, dal ruolo di hub del rifiuto laziale.

