Troppi dettagli non collimano con la prima apparente versione come il corpo senza ferite apparenti e la distanza troppo grande dal condominio
Viterbo – Sarà l’autopsia, prevista nelle prossime ore, a chiarire le circostanze della morte di Shyliuk Artem, il ragazzo di 13 anni trovato senza vita nella notte tra il 6 e il 7 dicembre in zona Paradiso, in via Palmanova. Sulla vicenda emerge anche l’ipotesi di possibili episodi di bullismo.
L’esame autoptico è stato disposto dal pubblico ministero Michele Adragna per accertare con precisione le cause del decesso e ricostruire quanto accaduto. Il corpo del giovane, studente di scuola media, è stato rinvenuto intorno alle 3.30 ai piedi dell’edificio in cui abitava.
A dare l’allarme sarebbe stata la madre, che affacciandosi alla finestra avrebbe visto il figlio riverso a terra, tre piani più in basso. Fin da subito non sono mancate perplessità sulla dinamica dell’accaduto: inizialmente, infatti, sul corpo del ragazzo non sarebbero state riscontrate fratture immediatamente riconducibili a una caduta dall’alto. Anche la distanza tra il punto di caduta e il luogo del ritrovamento aveva sollevato interrogativi.
Un successivo esame medico effettuato nel pomeriggio di ieri avrebbe però evidenziato lesioni alla schiena compatibili con una caduta dal terzo piano. Elementi che, tuttavia, non consentono ancora conclusioni definitive.
Per fare piena luce sulla tragedia sarà determinante l’autopsia, in programma venerdì presso il cimitero di San Lazzaro, insieme agli accertamenti condotti dagli inquirenti. La polizia ha già ascoltato familiari e vicini di casa del ragazzo per ricostruire il contesto in cui viveva.
Al momento non risultano persone indagate. Restano aperte tutte le ipotesi: da un tragico incidente a un gesto volontario. In quest’ultimo caso, gli investigatori dovranno comprendere cosa possa aver spinto il tredicenne a un atto così estremo, a ridosso del rientro a scuola dopo le vacanze natalizie. Tra le piste al vaglio, anche quella legata a eventuali situazioni di disagio o bullismo.
Intanto Viterbo si stringe nel dolore. Sui social si moltiplicano i messaggi di cordoglio e sgomento. “Non ci sono parole, solo un dolore immenso”, scrive Liliana. “Spero che tu possa trovare la pace che qui non hai trovato”, il messaggio lasciato da Francesca.

