Tarquinia – Campi da calcio non a norma e lavori “in famiglia”: nuovo capolavoro del Comune e dell’assessore Celli

La determina smaschera l’amministrazione: strutture fatiscenti e non in grado di garantire la sicurezza dei ragazzi, affidamento poco chiaro ed ennesimo pasticcio della giunta capitanata da Sposetti

TARQUINIA – La determina del Comune di Tarquinia certifica nero su bianco ciò che in molti sospettavano da tempo: i campi da calcio di via Raffaello Sanzio non sono a norma.

Non si tratta di un dettaglio tecnico, ma di una condizione che riguarda la sicurezza di strutture utilizzate quotidianamente dai ragazzi. Giovani atleti di cui il Comune, proprietario dell’impianto, è responsabile in tutto e per tutto.

Nel documento si parla infatti della necessità di un “aggiornamento periodico della verifica di messa a terra dell’impianto elettrico”. Una verifica che per essere effettuata ha richiesto “interventi urgenti di adeguamento e manutenzione”.

In altre parole: l’impianto elettrico non era nelle condizioni minime per poter essere nemmeno verificato secondo la normativa vigente. E non è tutto. Durante i sopralluoghi sono emerse anche criticità strutturali, come problemi di impermeabilizzazione delle coperture e la necessità di rifare le tinteggiature di alcuni locali.

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Una situazione che solleva una domanda semplice quanto scomoda: da quanto tempo i campi di via Raffaele Sanzio versavano in queste condizioni? E perché l’urgenza scatta solo oggi, mentre per anni le attività sportive sono andate avanti senza che nessuno sollevasse il problema?

A rendere il quadro ancora più controverso è la scelta della ditta incaricata per i lavori edili. L’intervento è stato affidato alla Ditech Srl, società nella quale è dipendente il presidente del Tarquinia calcio, la squadra che gioca proprio su quei campi. Sempre la Ditech Srl è anche sponsor delle squadre.

Tutto legittimo dal punto di vista formale, sia chiaro. Ma politicamente e amministrativamente è lecito chiedersi se questa fosse davvero la scelta più opportuna, soprattutto in un contesto in cui la parola “trasparenza” dovrebbe essere centrale.

Ancora una volta, l’amministrazione comunale (e in particolare l’assessorato competente) riesce nell’impresa di trasformare un intervento necessario in un caso politico evitabile. Un nuovo, discutibile capolavoro firmato Sandro Celli e certificato dal sindaco Francesco Sposetti.