A trovare il corpo senza vita riverso a terra, la madre del bambino che si era alzata per andare in bagno
Sarà l’autopsia a stabilire l’esatto orario del decesso
VITERBO – A distanza di giorni dalla tragedia, la morte di Artem Shyliuk, il tredicenne precipitato dalla finestra della sua abitazione a Viterbo, continua a presentare numerosi interrogativi. L’indagine, aperta dalla procura e coordinata dal pubblico ministero Michele Adragna per istigazione al suicidio, procede senza escludere alcuna ipotesi e punta ora a chiarire alcuni nodi ancora irrisolti: l’orario esatto del decesso, cosa sia accaduto nelle settimane precedenti e, soprattutto, quali siano stati gli ultimi contatti e le ultime attività del ragazzo.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti in corso, Artem sarebbe stato molto tempo online poco prima della caduta, avvenuta la notte tra il 6 e 7 gennaio, nelle due ore precedenti il ritrovamento del corpo, alle 3 di notte, un dettaglio che ha spinto gli investigatori a concentrare l’attenzione sull’ambiente digitale del tredicenne.
Il telefono cellulare e il tablet sono stati sequestrati e affidati ad un consulente informatico forense che sta passando al setaccio chat, messaggi, applicazioni e cronologia di navigazione.
Tra le piste al vaglio, atti di “persecuzione” sfociati in bullismo e possibili fragilità emerse nel contesto scolastico o personale, vista anche la coincidenza del terribile gesto proprio il giorno prima del rientro in classe dopo le vacanze di Natale.
Prende meno corpo la partecipazione ad una sfida online, una delle cosiddette “challenge” , che circolano sui social e che, in alcuni casi, possono spingersi verso comportamenti estremi.
Un altro aspetto su cui si stanno concentrando gli accertamenti riguarda il periodo delle vacanze di Natale. Gli inquirenti stanno cercando di capire se durante le festività sia accaduto qualcosa di rilevante o se il ritorno tra i banchi possa aver rappresentato un momento di particolare tensione per il ragazzo.
Tutte ipotesi investigative che troveranno la giusta conferma dalle indagini in corso e dagli attesi risultati dell’autopsia disposta dal Pm come atto dovuto.
Nel frattempo, il dolore della comunità si è manifestato in modo silenzioso ma profondo. L’ingresso del palazzo di via Palmanova dove viveva Artem è stato riempito di rose bianche, benedette durante la messa celebrata domenica mattina nella chiesa del Paradiso da don Massimiliano Balsi. Alla funzione hanno partecipato compagni di classe, insegnanti e la dirigente scolastica dell’istituto Pietro Egidi, uniti nel ricordo del ragazzo.
Ad accogliere amici e docenti sono stati la sorella di Artem e il suo compagno, che si sono fermati a parlare con chi è voluto passare per un saluto e una preghiera. Il padre del tredicenne, invece, si trova ancora in Ucraina e non può rientrare a causa del conflitto in corso.
I funerali non si terranno a Viterbo: la salma sarà trasferita in Ucraina, dove Artem verrà sepolto. La data delle esequie non è stata ancora resa nota.
Intanto le indagini proseguono, nel tentativo di dare risposte a una tragedia che ha profondamente scosso la città e l’intera comunità per la perdita troppo precoce di una vita che aveva ancora molto da dare.

