Lettera aperta del Comitato “Insieme per l’ospedale di Tarquinia” ai vertici Asl territoriali
TARQUINIA – Una lettera aperta dai toni duri e senza sconti è stata indirizzata al direttore generale della Asl, Egisto Bianconi, dal comitato “Insieme per l’ospedale di Tarquinia”. Nel mirino del movimento finiscono sia le recenti comunicazioni dell’azienda sanitaria sia, soprattutto, la situazione attuale del presidio ospedaliero cittadino.
Il comitato si dice profondamente critico nei confronti del comunicato stampa della Asl che annuncia gli “Stati Generali dell’Azienda”, definiti come un’iniziativa caratterizzata da un’enfasi ritenuta eccessiva e autoreferenziale. A suscitare particolare amarezza è il riferimento del direttore generale a iniziative «aperte alla città», un’espressione che – secondo il comitato – finisce per escludere il resto del territorio provinciale, Tarquinia compresa. «I dettagli contano – scrivono – e quando fanno male, fanno male e basta».
Dopo le critiche di metodo, la lettera entra nel merito delle condizioni dell’ospedale di Tarquinia, descritte come sempre più preoccupanti. Secondo il comitato, la Uoc di Medicina sarebbe priva di un primario effettivo e affidata soltanto a un facente funzioni. Al pronto soccorso mancherebbero figure fondamentali come cardiologi e ortopedici, una carenza che comporterebbe il dirottamento di numerose ambulanze verso altri presidi. La Uos di Chirurgia, invece, viene definita «un fantasma», limitata a poche attività di day surgery e week surgery.
«Non stiamo parlando di richieste irrealistiche – sottolineano dal comitato – ma di quanto è nero su bianco nella programmazione regionale e nell’atto aziendale approvato». Da qui l’affondo diretto al vertice della Asl: se l’atto aziendale non viene attuato, affermano, qualcuno deve assumersene la responsabilità.
Nella parte finale della lettera, il comitato utilizza un’immagine forte per descrivere la situazione: mentre l’ospedale viene progressivamente impoverito di servizi, continuerebbero a ruotare attorno alla struttura appalti importanti. «È come un padre che, mentre il figlio sta morendo, pensa a rifargli la cameretta», scrivono.
La conclusione è altrettanto netta: gli “Stati Generali” annunciati dalla Asl vengono definiti una «farsa», perché le progettualità strategiche – secondo il comitato – non andrebbero anticipate, ma semplicemente realizzate, visto che sono già previste nei documenti ufficiali dell’azienda sanitaria.

