È morta Valeria Fedeli, ex ministra dell’Istruzione: figura di spicco nel sindacato e nella politica italiana

ITALIA – È scomparsa oggi all’età di 76 anni Valeria Fedeli, storica dirigente sindacale e politica italiana, nota per il suo ruolo come ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel governo Gentiloni.

Nata a Treviglio (Bergamo) il 29 luglio 1949, Fedeli aveva iniziato la propria carriera negli anni ’70 come insegnante e poi come sindacalista all’interno della CGIL, diventando segretaria generale della categoria dei lavoratori tessili e dell’abbigliamento e ricoprendo incarichi di rilievo nella confederazione.

Nel 2013 fu eletta senatrice con il Partito Democratico, successivamente divenendo vicepresidente del Senato, e nel 2016 fu nominata ministra dell’Istruzione, Università e Ricerca, incarico che mantenne fino al 2018. Durante il suo mandato si impegnò su temi legati all’istruzione pubblica, alle politiche per le pari opportunità e alle riforme del sistema educativo italiano.

La sua carriera politica fu accompagnata da un forte radicamento nelle battaglie sindacali e civili: Fedeli fu tra i fondatori del movimento “Se non ora, quando?” nel 2013, nato per denunciare il degrado delle istituzioni e promuovere i diritti delle donne nella società italiana.

La notizia della sua morte è stata resa nota questa mattina dalla famiglia, che ha confermato il decesso mantenendo il massimo riserbo sulle circostanze e sul luogo. La sua scomparsa rappresenta una perdita significativa per il mondo politico e del sindacato italiano, dove era riconosciuta sia per il suo impegno nell’ambito delle istituzioni sia per la sua dedizione alle cause sociali.

I messaggi di cordoglio non hanno tardato ad arrivare da esponenti politici e colleghi, che ricordano Fedeli come una protagonista della vita pubblica italiana degli ultimi decenni, con un forte profilo istituzionale e una lunga storia di servizio alla collettività.