Sabaudia – Chioschi sul lungomare, la Procura chiede l’arresto del vicesindaco Secci

Indagato anche il primo cittadino Alberto Mosca e due dirigenti comunali

SABAUDIA – La Procura di Latina ha avanzato la richiesta di arresto per Giovanni Secci, vicesindaco di Sabaudia, nell’ambito di un’indagine che riguarda la gestione dei chioschi sul lungomare cittadino. L’inchiesta coinvolge complessivamente quattro persone: oltre a Secci risultano indagati anche il sindaco Alberto Mosca e due dirigenti comunali, chiamati in causa per il ruolo avuto nelle procedure amministrative finite sotto la lente degli inquirenti.

Il procedimento entrerà in una fase cruciale la prossima settimana. Per il 20 gennaio sono infatti fissati gli interrogatori preventivi davanti al giudice per le indagini preliminari di Latina, Giuseppe Cario, chiamato a valutare la richiesta di misure cautelari formulata dalla Procura.

Le ipotesi di reato contestate sono quelle di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e riguardano l’assegnazione di otto chioschi situati sul litorale di Sabaudia. Secondo l’accusa, le procedure avrebbero finito per favorire familiari dei precedenti concessionari, già decaduti in passato a seguito di violazioni urbanistiche e ambientali.

In una prima fase, cinque concessioni erano state attribuite a un imprenditore di Latina, Fabrizio Gallo, estraneo all’indagine, ma successivamente revocate dal Comune per un presunto pagamento effettuato oltre i termini previsti. A quel punto, stando alla ricostruzione della Procura, l’amministrazione avrebbe proceduto con lo scorrimento della graduatoria, assegnando i chioschi a soggetti legati ai precedenti gestori.

Gli inquirenti contestano inoltre la predisposizione di un disciplinare di gara strutturato in modo tale da favorire chi già disponeva delle strutture. Le prescrizioni tecniche inserite nelle determinazioni comunali – dalle dimensioni dei moduli alla tipologia dei chioschi, fino all’organizzazione degli spazi – sarebbero state modellate sulle installazioni esistenti, rendendo di fatto più difficile l’accesso alla procedura per nuovi operatori.

L’indagine è coordinata dal pubblico ministero Giuseppe Miliano. Ora la parola passa al gip, che dopo gli interrogatori deciderà se accogliere o meno le richieste avanzate dalla Procura.