ORTE – “C’è un punto in cui non si può più parlare di ‘disattenzione’ o ‘problemi tecnici’. Quando i soldi dei contribuenti vengono spesi per rimediare a ritardi, inadempienze e scelte sbagliate, siamo davanti a un fatto politico: qualcuno non sta amministrando, sta semplicemente rincorrendo i danni che produce. E il prezzo lo pagano i cittadini, sempre e solo loro”. Lo fanno sapere da Direzione Domani.
“Ogni euro del bilancio comunale – prosegue la nota – dovrebbe trasformarsi in servizi, manutenzione, sicurezza, decoro, scuole più curate, strade meno pericolose, attenzione alle fragilità, sostegno alle famiglie e alle attività locali. Invece, troppo spesso, le risorse finiscono risucchiate in un circuito che indigna: prima si lasciano accumulare problemi, poi si arriva all’emergenza, poi si corre ai ripari e, alla fine, si pagano extra-costi che non migliorano nulla. È denaro pubblico bruciato per coprire inefficienze. Denaro sottratto alla comunità.
La cosa più grave è la normalizzazione: ‘è successo’, ‘si è risolto’, ‘l’importante è chiudere’. No. Non basta ‘chiudere’ se chiudere significa spendere di più a causa di incapacità e disorganizzazione. Non basta firmare accordi e transazioni se la causa è sempre la stessa: mancanza di programmazione, controlli deboli, responsabilità che si dissolvono. Perché mentre si trovano soldi per tamponare l’ennesimo pasticcio, per le cose essenziali improvvisamente ‘non ci sono risorse’. E allora restano le buche, l’erba alta, le luci che non funzionano, gli impianti che cadono a pezzi, i servizi che arrancano. Questa è la rabbia: vedere che i sacrifici di una comunità diventano un bancomat per riparare agli errori di chi governa.
Il tema non è solo economico, è morale. Chi paga le tasse lo fa rinunciando a qualcosa: tempo, serenità, margini di un’attività, spese in famiglia. E in cambio chiede una cosa semplice: che il Comune faccia il suo dovere, con serietà. Quando invece si scopre che soldi pubblici vengono impiegati per spese evitabili generate da inadempienze e cattiva gestione, la fiducia si rompe. E quando si rompe la fiducia, non bastano i comunicati: servono atti, responsabilità, trasparenza.
Direzione Domani chiede una svolta netta: controlli veri, tempi certi, rendicontazione chiara e soprattutto conseguenze. Perché non è accettabile che una comunità paghi due volte: con le tasse e con i servizi che mancano. E non è accettabile che nessuno si assuma la responsabilità politica di questa deriva. Basta sprechi. Basta scuse. Basta scaricare sui cittadini il costo dell’incapacità”.

